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Calcio

“Legione straniera”, parla Mirko Barbero: “Il mio stato d’animo non mi consente di pensare di continuare a giocare a calcio”

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Grosseto. Dopo il duro confronto con il tecnico della Massese, Gassani, e il successivo allontanamento, è tornato a parlare tramite il proprio profilo facebook il calciatore grossetano Mirko  Barbero.
“Fino ad oggi ho preferito la via del silenzio, che spesso è quella migliore, ma sono stato l’unico a seguirla ed adesso voglio dire qualcosa io. Purtroppo nelle ultime settimane si sono dette cose che in qualche modo hanno provato (senza riuscirci) a macchiare la mia immagine di calciatore e di uomo.

Nelle mie esperienze calcistiche sono sempre stato apprezzato per serietà, professionalità, abnegazione e senso di appartenenza, tutte qualità che purtroppo sono state ingiustamente messe in discussione. Il calciatore passa ma l’uomo resta, e come tale, mi sento profondamente amareggiato per questo trattamento che di certo non meritavo. La mia richiesta di svincolo non è stata accettata ed il mio stato d’animo non mi consente di pensare di continuare a giocare a calcio.

Nonostante abbia avuto delle proposte, mi fermo qui, per il momento. Il rispetto per i valori umani sono per me una priorità e sono stato dipinto per quello che non sono. Auguro davvero ti cuore il meglio a tutti i miei compagni di squadra, con i quali ho instaurato amicizie che sono sicuro che dureranno nel tempo; a tutte quelle persone all’interno della società che mi hanno voluto bene in questi mesi; ed ai tifosi, quelli che amano in modo incondizionato la Massese, sempre presenti nonostante le difficoltà. E auguro alla Massese di tornare il prima possibile nelle categorie che merita la sua storia.

È stato un orgoglio ed un onore indossare questa maglia. Voglio concludere citando una parte di un libro che sto leggendo: “Essere Leader” di Daniel Goleman. Penso che centri in pieno il punto e che chiunque sia responsabile di un gruppo di persone dovrebbe leggerlo:

“Alcuni leader dissonanti sfruttano un fascino di facciata, il proprio smalto sociale e persino un certo carisma per ingannare e manipolare gli altri. Non applicano i valori che dicono di professare, mancano di empatia. Quando i dipendenti avvertono questa falsità il rapporto che li lega a lui si disintegra e sfocia nel cinismo e nella diffidenza. Possono a volte apparire efficaci sul breve periodo, ma la loro eredità di veleni ne smentisce ben presto l’apparente successo.

Sono i capi per cui nessuno vorrebbe lavorare. E’ lecito aspettarsi dei problemi.  A dispetto di eventuali progressi nelle prestazioni sul breve periodo, se un leader risuona esclusivamente nella gamma emozionale negativa, l’effetto finale sarà lo sfinimento del gruppo.

Trasmettono le loro emozioni, spesso corrosive, ma non accolgono quelle altrui, non ascoltano gli altri, né se ne preoccupano.Ignorano le preoccupazioni di coloro che potrebbero invece rappresentare la chiave del loro successo, alimentando la dissonanza.”

Forza Massese,

Mirko

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