Olaf Peruzzi: “Mi congratulo con il mio giocatore. Cerchiamo sempre di insegnare i veri valori dello sport”

Grosseto. Abbiamo sentito il direttore sportivo del Massa Valpiana, nonché allenatore della squadra juniores, Peruzzi Olaf in merito al messaggio di un genitore del Manciano apparso ieri sui social in cui si congratulava con il giocatore e con la squadra juniores del Massa Valpiana per il bel gesto di sportività e correttezza avvenuto durante la partita di sabato pomeriggio del campionato juniores tra il Manciano e il Massa Valpiana. Un gesto semplice che dovrebbe essere all’ordine del giorno, ma che si vede sempre più raramente nei campi di calcio tanto da suscitare la reazione di sorpresa del genitore che ha voluto scrivere un messaggio di ringraziamento alla Società metallifera.

Peruzzi ci può spiegare cosa è successo?

<<Durante la partita un giocatore del Manciano si è infortunato, un problema muscolare e a fine partita il nostro difensore centrale Santini ha voluto sincerarsi che non fosse niente di grave perché durante la fase di gioco aveva dato l’impressione che l’infortunio fosse qualcosa di più serio>>

Lo ritiene un gesto isolato o c’è un lavoro dietro nella gestione del gruppo sia come Mister che a livello societario come Direttore Sportivo del Massa Valpiana?
<<Il presidente Riccardo Berti e il dg Fausto Poli da subito sono stati concordi con me che il calcio, ma lo sport in genere sono una scuola di vita e in tal senso la sconfitta, la vittoria, un errore arbitrale non sono altro che episodi che poi i ragazzi si ritroveranno nel loro futuro: un voto a scuola ritenuto non giusto, un episodio non chiaro nel mondo del lavoro ecc.. quindi saper gestire la rabbia, saper affrontare una sconfitta cercando non di scaricare le tensioni su gli altri, ma cercare di trasformarle in stimoli positivi e magari capire dove si è sbagliato è fondamentale come percorso di crescita, prima che come giocatore, come futuri uomini. Saper vincere senza avere atteggiamenti che umiliano ancor di più un avversario. Saper gestire un errore arbitrale evidente e così via. Per far tutto questo è fondamentale, e certe volte non basta, che gli addetti ai lavori: allenatori, istruttori della scuola calcio, dirigenti accompagnatori ecc.. siano i primi a dare l’esempio perché spesso un atteggiamento eccessivo di un adulto in campo incoraggia i giocatori a comportamenti fuori dalle righe.
Inoltre un ruolo fondamentale in tutto questo lo hanno le famiglie, che come gli addetti ai lavori devono dare il buono esempio fuori dal campo. Io come DS sono un martello con i mister ribadendo spesso che l’obiettivo della società non è la vittoria ma la crescita umana e calcistica dei bimbi/ragazzi e loro a sua volta agli allenamenti devono ribadire ai bimbi/ragazzi l’importanza di un comportamento corretto. Stiamo rendendo obbligatorio per le nostre squadre e i nostri allenatori, nella scuola calcio e nel settore giovanile, il terzo tempo, tra l’altro previsto anche dai regolamenti federali e magari anche una foto ricordo con le squadre mischiate insieme.>>

C’è ancora speranza nel calcio in generale di ritrovare valori come correttezza, sportività o come si usa dire oggi fair play?
<<Credo che le cose stiano cambiando, grazie anche alla sensibilizzazione dei media. Conosco tante società che lavorano in tal senso, ma purtroppo ancora ne conosco altre che non lo fanno. Credo che con il tempo le cose andranno meglio ma occorre continuare a dare l’esempio proprio attraverso gesti come quello del nostro tesserato che ci fa onore.>>

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