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Grifone, saluta Clemente

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Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. All'inizio si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro, poi anche di Serie D e di Eccellenza. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell'Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport. Conduce la trasmissione web Il lunedì del Grifone ed è il commentatore delle partite dell'Us Grosseto su Gs Tv.

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15 Comments

Commenti

15 risposte a “Grifone, saluta Clemente”

  1. Corrado ha detto:

    Cominciamo a perdere pezzi… Povero Grifone, che fine stai facendo!

  2. Maremmano di ferro ha detto:

    Money, money…..this is the problem!!!!!!

  3. attilio regolo ha detto:

    Lungo da me voler fare il saccente da “tifoso a meta'” del mondo calcistico grossetano come definitomi piu’ volte da amici interlocutori di GS, ma qui ancora ci si ostina a cammuffare la realta’, ma non quella attuale che nella sua crudezza e’ sotto gli occhi di tutti, bensi’quella del recente passato che tale realta’ l’ha determinata. Un recente passato fatto di ripetute scosse telluriche di avvertimento nel corso dell’ultimo decennio e in particolare nell’ultimo triennio cui nessuno ha saputo o voluto reagire in modo preventivo e costruttivo fino al sopraggiungere del terremoto disastroso finale da ultimo livello della scala Richter o Mercalli appena la scorsa estate dopo di che non si riusciva qui localmente nemmeno a provvedere a qualche tenda rifugio e arrivo’ all’ultimo tuffo Pincione-Babbo Natale a provvedere ad un accampamento di fortuna per tutti noi salvandoci faccia e dignita’. Ebbene oggi quelli che furono salvati pretendono che al posto dell’accampamento-rifugio sorga subito una cittadella di case e palazzi nuovi sempre a spese del medesimo Babbo Natale. Calma e pazienza amici tifosi grossetani, che Roma non fu costruita in un giorno!

    • Sesto ha detto:

      Capisco quello che dici, ma, visto che parli di dignità, ti faccio una domanda: sei proprio sicuro che sia dignitoso che la squadra di una città di oltre 80.000 abitanti, che poco più di tre anni fa giocava in B, affronti la Lavagnese facendo una figura del kaiser e perda? Io no.

    • grifo65 ha detto:

      Caro Attilio, forse parli così perchè non sei molto addentro alle situazioni surreali ed incresciose a cui dobbiamo assistere impotenti. Faccio un passo indietro per risponderti e parto dalle scosse telluriche camilliane, che non furono raccolte dalla precedente amministrazione fino a far fuggire l’unico mecenate che aveva fatto conoscere il grande calcio a noi grossetani e che con lo stesso aveva fatto conoscere Grosseto al di fuori dei confini toscani. La stessa polita che gesti quella vicenda, fece arrivare a Grosseto Pincione. Non lo conoscevano? Non sapevano come operava? Detto ciò la venuta di Pincione fu vista come per uno che affoga il classico rasoio a cui attaccarsi, con la speranza nel cuore che costruisse nel tempo qualcosa di buono. Il Pincione dei primi tre mesi a Grosseto portò un bell’accampamento e nessuno si aspettava che nel giro di pochi mesi ci ritrovassimo con la realizzazione della maestosa e potente Roma, ma almeno di ritrovare un’accampamento un pò rinforzato! ed invece non si trova nemmeno più l’accampamento! le tende sono sparite e non c’è neppure da mangiare o legna per scaldarsi!!!! ora non vorrei bestemmiare! ma se ancora non lo hai capito il Grosseto F.C. è una scatola vuota! vuota a perdere!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • attilio regolo ha detto:

        Finche’ ci saranno tifosi come te che ci mettono cosi’ tanta testa e cuore, caro Grifo65, la speranza per il Grifone non puo’ morire qualunque sia il terremoto sopravvenuto. E questa tua appassionata e lucida invettiva ne e’ una lampante testimonianza. Che ti devo dire? Intanto pensiamo a sopravvivere con qualche coperta e qualche aiuto e quella che appare oggi una “scatola vuota” ma che in realta’ e’ un gruppo di giovani uomini che sta lottando con la tempesta sopra il capo e senza ombrello protettivo puo’ costituire il nucleo della rinascita biancorossa. A cominciare dalla partita di domenica allo Zecchini che se ci portera’ 3 punti ci rimettera’ di nuovo sul binario giusto per riacquistare quella dignita’ che sembra perduta.

  4. ser ha detto:

    Se posso vorrei azzardare una ipotesi: un anno fa Pincione ottenne fondi per un progetto, questo progetto non è andato a buon fine ( sia dal punto di vista sportivo che del ritorno di immagine ), per questa ragione quest’anno gli sponsor non hanno dato soldi per il ripescaggio ma hanno fornito un budget limitato. Il problema sono proprio i money; ma mi sapreste dire chi potrebbe metterceli e cosa chiederebbe in cambio ? Abbiamo avuto una risposta un anno fa : Nessuno

  5. sportivo ha detto:

    meglio niente con onore ser

  6. Bailon ha detto:

    C’è una sola via di uscita, il Roselle con lo sponsor di Camilli e l’appoggio della Banchina

  7. sportivo ha detto:

    attilio ogni volt5a diciamo la stessa cosa che i 3 punti ci aiutanbo..hai ragione……aiutano a salvarsiiiii ma dai basta abbiamo prerso anche troppi schiaffi da pincione…..

    • attilio regolo ha detto:

      Sportivo, finche’ questa squadra rimane in piedi anche solo per salvarsi rimane comunque un valore calcistico- sportivo a prescindere da Max Pincione. E poi, io tendo sempre ad essere fiducioso, il prolungato silenzio-assenza del Presidente non e’ detto che sia foriero di ulteriori disgrazie. Pincione e’ il primo a sapere che il tempo delle chiacchiere e delle promesse e’ finito da un pezzo e non essendo uno sprovveduto stara’ cercando, in totale riservatezza, una via di uscita onorevole per se è per la Societa’.

      • Sesto ha detto:

        Vedi Attilio, io capisco e, al limite, posso anche apprezzare quello che dici, ma – non me ne volere – ho la sensazione che quando ragioni così tu commetta un grosso errore di fondo: una squadra, a qualsiasi livello, non vive di vita propria, non è un’entità a sé stante, che trascende e prescinde dalla Società che l’ha predisposta, per cui la si può amare e seguire comunque e a qualsiasi condizione…se la Proprietà ha stra-esaurito il plafond di fiducia e credibilità da parte della quasi totalità dei supporters, qualcosa vorrà pur dire, no? E allora come si fa a pensare che gli 11 ragazzi che domani affronteranno il Montemurlo, rappresentino quel GRIFONE che una volta si chiamava UNIONE SPORTIVA GROSSETO e che nel tempo ha schierato gente come Zecchini e Barbana, Borghi e Cappanera, Consonni e Sforzini? In altre parole, come si fa a tifare per una squadra, quando si sa che…sotto la maglietta NIENTE!!!

  8. Maremmano di ferro ha detto:

    Scusate se m’intrometto, come canticchiava Pieraccioni, ma non può essere sfuggito che, salvo rarissime eccezioni, sono terminati i siparietti del tecnico circa obiettivi, scopi & c. …….. Silenzio stampa a parte, forse un minimo di prudenza….. Potrebbe essere giunta allo Stadio qualche ‘ingiunzione’…. Potrebbe essere stato dato l’ultimatum circa i rimborsi spese dei giocatori…. Potremmo essere veramente alla fine!!!! Non critico la squadra: é quella dello FC Grosseto 2015, scarsina, bistrattata, un gruppo di “giocatori” che veste, purtroppo, un mitico bianco-rosso, ma….fermiamoci lì, perché il Grifone é altra cosa, vive nel cuore di chi lo ama e lo vede ancora volare fiero ove la fantasia lo trasporta, solo nel mito dell’immaginazione e nell’attesa di proseguire la sua epopea!!!!

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