Gavorrano: intervista a Pasquale Silvestro mister Giovanissimi nazionali

Allora mister, grazie per aver accettato l’intervista esclusiva con Gs.

 <<Grazie a voi per l’attenzione che manifestate nei confronti del settore giovanile grossetano. Per me è un piacere >>.

Chi è Pasquale Silvestro, ci faccia una breve scheda personale per presentarsi ai nostri lettori.

<<Beh, ho iniziato il mio percorso di allenatore al SauroRispescia, dove ho passato tre anni. Poi sono approdato a Ribolla, dove sono stato allenatore prima dei Giovanissimi e poi degli Allievi, per passare successivamente al Follonica dove ho condotto gli Allievi regionali ed oggi al mio ottavo anno, eccomi qua al Gavorrano per il nuovo impegno con i Giovanissimi nazionali>>.

Andiamo per gradi: a Ribolla è stato anche responsabile tecnico del settore giovanile. La società in quel periodo ha ottenuto l’affiliazione all’Empoli e in quegli anni ha ottenuto risultati interessanti, tanto che con gli Allievi ha sfiorato la vittoria del campionato provinciale due anni fa.

 <<Sì, a Ribolla eravamo riusciti ad impostare un buon lavoro, e questa è la dimostrazione che lavorare con serietà, nel tempo paga sempre, anche nelle società piccole>>.

In virtù della sua esperienza di responsabile di settore giovanile, quanto è importante avere alle spalle per una società dilettantistica, un settore giovanile importante come quello di una società professionistica, in quel caso l’Empoli?

<<Direi che è fondamentale, aiuta tantissimo. La cosa importante è che dietro a un qualsiasi accordo di affiliazione, ci sia un rapporto serio e qualificato, e in quel caso c’era. Pensi che ancora oggi, ho rapporti di scambio sul metodo di lavoro con i tecnici dell’Empoli. Ritengo che per un allenatore che voglia crescere e migliorarsi, l’aggiornamento e la condivisione con altri colleghi sul proprio operato sia importantissimo. In questo serve che le società professionistiche affianchino le società più piccole; alla lunga se ne raccolgono i frutti>>.

Lo scorso anno è stato a Follonica, come allenatore degli Allievi regionali, dove, come responsabile tecnico, aveva Roberto Picardi, oggi rientrato nel settore giovanile del Grosseto, perché fortemente voluto nel nuovo progetto di Sonnini. Che ci può dire di quella esperienza?

<<Lo scorso anno è stato un anno a corrente alternata. Sono rimasto a Follonica per metà campionato, dove ho lasciato la squadra al quinto posto, ma questo non è stato sufficiente per poter proseguire l’esperienza in riva al Golfo. Situazioni interne alla società non mi hanno consentito di portare a termine il lavoro iniziato.  Comunque, un’esperienza che considero positiva, anche per aver avuto l’opportunità di collaborare con Picardi, verso cui nutro profonda stima personale e al quale auguro un buon lavoro al Grosseto>>.

So che ha utilizzato questo periodo per finire una fatica che portava avanti da tempo, mi riferisco all’uscita di un libro che è stato pubblicato a giugno di quest’anno

<<Sì, ho avuto la soddisfazione di vedere pubblicato un lavoro che ho realizzato insieme a Claudio Chincoli e pubblicato dalla Calzetti Mariucci. Si tratta di Esercizi e giochi tecnici. Per una programmazione biennale in 12 unità didattiche e 120 sedute. Piccoli Amici e 1° anno Pulcini. Il lavoro ci ha visto impegnati anche nella produzione di un dvd>>.

Oggi, è sempre più difficile per le società più piccole, riuscire ad allestire squadre. In base alla sua esperienza di responsabile di settore giovanile, che idea si è fatto?

<<Credo che in alcune situazioni serva più coraggio. Mi spiego meglio. Molte società si sottraggono vicendevolmente i ragazzi, perchè lavorano in ambiti vicini. Ecco, sarebbe importante riuscire ad aggregare gli sforzi. Non mi riferisco alla città, piuttosto all’ambito provinciale. In questo, la nostra Provincia è molto indietro e ancora troppo campanilistica, se mi si passa il termine. Non sempre riusciamo ad allestire squadre regionali competitive, nonostante non siano molte, purtroppo. Dobbiamo crescere tutti, affinchè il buco tra l’esperienza provinciale e quella professionistica non si riveli in molti casi difficile da assorbire per i ragazzi>>.

Pensa che il problema sia più dirigenziale o mancano buoni tecnici?

<<Sicuramente ci sono buoni dirigenti che spesso combattono tra mille difficoltà, ma in molti casi non è così, purtroppo. Per quanto riguarda il settore tecnico, sono ovviamente di parte, ma mi sento di poter dire che ci sono anche in Provincia da noi, tecnici in gamba. In alcuni casi anche fermi, che potrebbero adeguatamente lavorare con profitto>>.

Questo è vero, ma ci sono società che in questi ultimi anni hanno addirittura scelto di rinunciare a campionati regionali, confermati sul campo o acquisiti vincendo i provinciali. Non pensa che si vanifichi il lavoro fatto? Non pensa che alla lunga queste cose favoriscano ad aumentare il divario con le altre Province della nostra Regione?

<<Pur non entrando nel merito delle scelte che possono aver spinto le società a rinunciare al mantenimento di una categoria, in effetti non è positivo lasciare un campionato regionale acquisito, sia per i ragazzi che per i tecnici, anche perchè alla fine questo fatto fa aumentare il divario con le altre realtà della Regione. Tuttavia, una cosa mi sento di dirla: quello che non comprendo è perché se una squadra che ha vinto il proprio campionato provinciale, rinuncia ad iscriversi a quello regionale, automaticamente non lascia libero il posto alla seconda classificata? Credo che in questo la Federazione dovrebbe difendere il principio della “territorialità” del titolo sportivo. Comunque, se vogliamo offrire maggiori opportunità ai nostri ragazzi dovremo lavorare tutti meglio per crescere a tutti i livelli>>.

Veniamo ad oggi. Quando è arrivata la chiamata dal Gavorrano, lei era vicinissimo ad accettare la proposta del Casotto Marina per guidare la Juniores, ce lo può confermare?

<<Assolutamente sì, sono stato veramente molto vicino a chiudere con il Casotto, una società che sta lavorando molto bene e in silenzio in questi anni. Conosco la dirigenza e ho profonda stima del ds Scaccia e di tutto l’ambiente. D’altronde, i risultati degli ultimi anni confermano il buon lavoro che stanno facendo>>.

Poi, cosa è successo?

<<È successo che sono stato contattato dalla dirigenza del SauroRispescia e mi è stata offerta la possibilità di allenare il Gavorrano Giovanissimi nazionali ed eccomi qua>>.

Ci risulta, però, che sia stato contattato anche da un’altra società per guidare una squadra regionale. Può confermarcelo?

<<Avevo già preso l’impegno con il Gavorrano, quando una società dilettantistica mi ha cercato. Avrebbero voluto affidarmi la Juniores regionale; devo dire che sarebbe stata un’esperienza stimolante, ma il mio pensiero era già concentrato sul Gavorrano per cercare di far bene>>.

A proposito del Gavorrano, può svelarci cosa le ha chiesto la società? Le sono stati posti obiettivi specifici da raggiungere?

<<Devo dire che la società non mi ha posto obiettivi specifici di classifica, anche se ovviamente cercheremo di raccogliere anche in campo risultati positivi. Puntiamo a far crescere i ragazzi senza affanni. Il gruppo viene dall’esperienza dei regionali professionisti e contiamo di poterli far crescere. Se non dovessi riuscire nell’intento le responsabilità saranno soltanto mie. In ogni caso, devo dire che la società mi è molto vicina e di stimolo>>.

Mister, per venire al campionato, state già lavorando da un po’, visto che questo fine settimana avrete il debutto in casa contro lo Spezia e subito dopo la partita con il Grosseto. Che idea si è fatto del gruppo a disposizione?

<<Sì, è vero, lavoriamo già da un po’, visto che abbiamo iniziato ad allenarci dal 12 agosto, anche per partecipare ad un torneo. Proprio dalla partecipazione a quell’evento, che ci ha visto ben figurare, ho avuto indicazioni importanti, anche sull’aspetto della tensione mentale. Dovremo capire se riusciremo a mantenere la stessa concentrazione nel corso del campionato. Alla prima sarà molto dura, perché affrontiamo una squadra come quella ligure che ho visto giocare e che mi ha impressionato moltissimo, ma sono sicuro che i ragazzi andranno in campo con il massimo impegno. Non avremo il tempo di partire e subito il derby. Insomma, meglio pensare ad una partita alla volta>>.

Mister la ringrazio per la disponibilità e le auguro buon lavoro ed un in bocca al lupo per l’esordio nei professionisti.

<<Grazie a voi e, ovviamente, crepi il lupo!>>.

3 Comments
  1. Nello 6 anni ago
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    Ritengo mister Silvestro e mister Picardi due persone competenti nella provincia. In bocca al lupo!

  2. Waltre66 6 anni ago
    Reply

    Molto bene Pasquale!!!
    In bocca al lupo per il campionato…..per tutte le partite, tranne due!

  3. ciao grande 6 anni ago
    Reply

    Il prossimo anno ti aspetto per allenare in Promozione .Non mi firmo tanto hai capito chi sono. Ciao ed un grande in bocca al lupo

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