Connect with us

Calcio

Francesco Luzzetti: “Solo questo maledetto virus poteva fermare la Coppa Passalacqua”

Published

on

Grosseto – Rinvio forzato della Coppa Passalacqua. Intervista al presidente della coppa Passalacqua Francesco Luzzetti
La quarantaseiesima edizione della coppa Passalacqua non andrà in scena a causa dell’emergenza Covid 19
«La settimana scorsa abbiamo deciso di annullare la coppa Passalacqua. Non c’è neanche la possibilità di giocare nel periodo estivo poiché tutte le attività sportive hanno dovuto chiudere i battenti. Il nuovo regolamento impone delle norme che a livello giovanile e dilettantistico sono impossibili da applicare». Da qui la decisione, sofferta, di annullare quella che sarebbe stata la quarantaseiesima edizione del Passalacqua. I ragazzi del 2001 non potranno partecipare alla coppa, salteranno di conseguenza il torneo, dato che al Passalacqua non vi è la possibilità di schierare i fuoriquota. Oltre a l’aspetto prettamente sportivo, il Passalacqua è anche un momento d’aggregazione, le persone che vi accorrono lo fanno anche per trascorre una serata piacevole. «Questo, essendo un torneo giovanile, un torneo primaverile, bisogna che la gente la sera si diverta e passi la serata». l’opzione, a più riprese caldeggiata nell’ambito del calcio giovanile e dilettantistico, di svolgere le gare a porte chiuse non sarebbe stata praticabile. “Avevamo anche preso in considerazione l’idea di farlo verso settembre o ottobre, ma così facendo si sminuirebbe il torneo».

La competizione negli ultimi anni ha avuto sempre maggior seguito, tanto che sono aumentate le squadre; da otto sono oggi sedici le società che prendono parte alla celeberrima coppa. «Abbiamo vinto parecchio, solo questo virus ci ha fermato. Noi ci abbiamo provato fino in fondo. Non ci siamo fermati neanche quando non abbiamo avuto più il campo. Ci siamo spostati a Braccagni. Proprio per mantenere viva la coppa Passalacqua, e ci siamo riusciti. Ecco, quella fu una vittoria.» Anche a Braccagni la coppa ha riscontrato un notevole successo. Anche il tempo maldestro non ha mai ridotto l’affluenza «anche col giaccone la gente è venuta ugualmente».

Le conseguenze del virus si riverbereranno sul Passalacqua 2021, «alle società iscritte quest’anno gli darò la priorità nel senso che, se il prossimo anno potremo ripartire, i primi a essere scritti saranno loro, poiché sono stati i primi a darmi il consenso. Queste società hanno avuto fiducia in me e io devo avere fiducia in loro”. Tuttavia, il presidente ricorda come si brancoli nella più totale incertezza perché qualche squadra potrebbe essere costretta a chiudere o qualche società rischia non di non avere più il settore giovanile.

Quest’anno i ragazzi avrebbero giocato nel campo dell’Invictasauro «avevamo preparato tutto nei minimi particolari, avevamo pagato l’iscrizione alla Fgc, avevamo già pagato gli arbitri. Da sportivi bisogna accettare la sconfitta.»

Francesco Luzzetti da uomo di sport navigato non può esimersi dal fare un’analisi generale sulla situazione in sui versa il calcio maremmano «parecchie squadre saranno in difficoltà, non sarà facile ripartire. Tutti saremo in difficoltà. Ci sono, per concludere, tanti punti interrogativi per quel che riguarda il futuro».

Quando chiedo come si sente, Franceso Luzzetti risponde prontamente, con voce accorata: «Male, ci dispiace. Orami il Passalacqua è come un figlio in più. L’ho cresciuto insieme ad altri perché un torneo di questo prestigio non lo si può gestire da soli. Ho trovato gente competente. In molti mi chiedono “in questo mese e mezzo che facciamo?»

Gli domando poi, come e se i dirigenti e gli allenatori, le persone che gravitano nell’ambiente, hanno compreso l’amara decisione di rinviare la coppa: «La situazione è stata compresa da tutti. Ma alla città di Grosseto manca questa coppa, la quale ormai è un appuntamento fisso. Non è più l’appuntamento del Milan club ma è l’appuntamento della città di Grosseto. È la coppa Passalacqua, la coppa di Grosseto. Persino il sindaco ci concede il sindaco perché se la sente sua»

Prima che il virus si diffondesse in Italia, «Pur di fare questo torneo avevo spostato la partenza all’undici di maggio. Abbiamo fatto in modo che le gare della nazionale italiana non coincidessero con quelle della coppa, così da non contrarre l’affluenza»

L’ultima parte dell’intervista-conversazione vira sulla massima serie, nella quale sono le logiche del profitto a dettare le regole del gioco; a scapito talvolta della salute degli atleti. Per i non professionisti, va da sé, il discorso è completamente diverso: «I dilettanti, coloro che vivono con il calcio e hanno magari famiglia. Adesso si trovano senza lavoro e senza stipendio. Non avendo i contratti. Anche per gli arbitri la coppa Passalacqua è una vetrina.»

In un discorso va fatto anche per gli esercenti che hanno le proprie attività nei pressi del campo dell’Invicta Sauro, dove – lo ricordiamo- si sarebbero dovute svolgere le gare della quarantaseiesima edizione del Passalacqua. «L’invictasauro ha un ristorante nei pressi del campo, le società come il Manciano e il Pitigliano che vengono a mangiare, a prezzi modici,. Poi si cono due bar, le persone che vengono dai paesi o da altre città vi si fermano sicuramente.»

I proventi della coppa Passalacqua vanno in parte ad associazioni, del territorio – ci tiene a precisarlo il presidente- che si occupano di volontariato: «Noi spesso svolgiamo attività di beneficenza come per esempio Il comitato per la vita, cui vengono destinati per la spesa di apparecchiature ospedaliere, o l’associazione La farfalla»

In conclusione, quest’anno la coppa Passalacqua avrebbe potuto contare sulla presenza di un volto arcinoto nel mondo del calcio professionistico, ovvero l’ex portiere e oggi opinionista Giovanni Galli. «L’ho conosciuto questo inverno all’inaugurazione di un campo. Mi venne l’idea. Così chiesi, da amico, a Giovanni di venire al Passalacqua» L’ex portiere ha anche una fondazione Niccolò Galli (in nome del figlio scomparso).

La presenza di Giovanni Galli dovrebbe essere però garantita anche il prossimo anno, come ci confida Francesco Luzzetti.

Il giusto epilogo è una sorta di buon proposito per quando si potrà tornare a scendere in campo: «Questi ragazzi facciamoli giocare divertendosi.» Chiosa il presidente del Passalacqua.

Advertisement
1 Comment

1 Comment

  1. Fiorella Pieri

    Fiorella Pieri

    7 Mag 2020 at 21:19

    Bel servizio

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

 

 

Advertisement




Copyright © 2020 GrossetoSport Testata giornalistica iscritta al tribunale di Grosseto 8/2011 Direttore responsabile: Fabio Lombardi