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Grosseto Calcio

Us Grosseto, un campione dimenticato: Renato Fioravanti

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Fioravanti anticipato dal portiere doriano nell'amichevole tra Us Grosseto e Sampdoria del novembre 1940 (immagine tratta da YouTube)

Grosseto Cosa hanno in comune a livello calcistico Grosseto e Tuscania? Se avrete voglia di leggere quanto seguirà, lo scoprirete presto. D’altronde, in quasi 108 anni di vita dell’Us Grosseto (saranno tali il prossimo 13 maggio) hanno indossato la gloriosa maglia biancorossa tantissimi giocatori, alcuni dei quali davvero importanti. Chiaramente, è facile rammentare quelli del recente passato, ma chi si ricorda di calciatori che sono stati unionisti magari settanta o più anni fa? Solo chi ha una certa età può aver visto giocare elementi come bomber Fabrizio Bartolini, Alberto Fommei o Cleto Marini, tanto per citare alcuni grandi ex-unionisti. A maggior ragione, se un calciatore ha vestito la maglia biancorossa solo per due stagioni (le lontanissime 1948-49 e 1949-50) c’è bisogno di raccontare le sue gesta attraverso le testimonianze scritte o filmate dell’epoca. E proprio grazie alla segnalazione di Franco Pelosi (che ringraziamo), appassionato di statistiche e fatti legati all’Us Grosseto, quest’oggi possiamo raccontarvi una storia sicuramente dimenticata o che pochi di voi conoscono, quella di Renato Fioravanti. Ecco, lui è l’anello di congiunzione tra Us Grosseto e Tuscania a livello calcistico, insieme ai due soli precedenti disputati tra i club nel 1947-48 in Serie C girone O (quello dell’unica presenza del Pro Follonica in tale categoria, ndr).

RENATO FIORAVANTI, UN CAMPIONE BIANCOROSSO RITROVATO

I primi passi

Pro Follonica-Tuscania Serie C girone O 1947-48 (foto tratta da YouTube)

Fioravanti nasce a Tuscania (Vt) il 29 marzo 1929 in una famiglia dalle modeste possibilità economiche, ma ricca di valori morali che gli vengono trasmessi dai genitori (Giuseppe, un onesto falegname e Assunta). Il ragazzo fin da piccolo mostra la sua attrazione per il calcio giocando con palle fatte di stracci lungo i vicoli del centro storico tuscanese e oltre a ciò frequenta con profitto la scuola. La famiglia, però, non ha i soldi per fargli proseguire gli studi e così don Leonardo Arieti suggerisce ai genitori del ragazzo di farlo andare in seminario, dove Renato entra nel 1941. Il suo amore per il calcio, però, non si attenua, anzi, cresce e terminato il ginnasio lascia il seminario per andare a giocare in Serie C nel Tuscania (stagione 1947-48). Quando il ragazzo veste il bianconero tuscanese ha appena 18 anni, ma si mette presto in mostra tanto da attirare le attenzioni di molti club. Il Tuscania quell’anno si piazza settimo assieme all’Olbia e all’Orbetello, ma l’anno successivo, complice la riforma del campionato di C, non si iscrive e prende parte a quello di Promozione.

L’avventura in biancorosso

1949-50 Fioravanti ormai è pronto a cambiare la sua carriera e l’opportunità gliela offre l’Us Grosseto che lo strappa alla concorrenza di Lazio, Roma, Livorno e Fiorentina dopo il provino effettuato a Bologna.

Fioravanti, di spalle, segna il gol della bandiera nell’amichevole Us Grosseto-Torino 1 a 4 del 6 gennaio 1950 (foto tratta da YouTube)

L’attaccante tuscanase, abile ala sinistra, viene ingaggiato con un contratto mensile di 15.000 lire. Per questo, come raccontano le cronache, il 13 luglio 1949, il segretario dell’Us Grosseto, Anacleto Melani, gli invia una lettera espressa invitandolo a raggiungere il capoluogo maremmano per conoscere il nuovo allenatore Plemich. Il sodalizio biancorosso ha appena sfiorato il salto in B (stagione 1948-49) trascinato dalle reti di Bartolini (36 in 36 presenze). Purtroppo, però, quella che sarebbe stata una storica promozione è stata vanificata dalla partita persa a tavolino a Prato perché la squadra è rimasta bloccata a Montecatini per il passaggio del Giro d’Italia. Una vera beffa che costringe il presidente Giuseppe Sartori a far quadrare il bilancio cedendo Fabrizio Bartolini, Astolfo Benini, Alberto Fommei (Fommei II) e il magiaro Vilmos Sipos. Sulla pachina, invece, dopo l’addio del tecnico ungherese Hajos viene chiamato un altro magiaro, ma con passaporto italiano, il già citato Plemich. Dovendo sostituire un attaccante prolifico come Bartolini, poi, il club unionista riesce a trovare una coppia d’attacco di spessore formata da Luigi Bretti e Renato Fioravanti, anche se un altro dal gol facile si dimostra Mario Lenci (12 reti in 39 presenze). Quel Grosseto non ha l’ambizione della promozione in B e si vede. A fronte di un attacco che riesce ad andare a segno ben 66 volte, la difesa fa acqua e subisce 69 gol. In quella stagione, Sartori esonera Plemich e affida la squadra a una bandiera unionista, l’indimenticato Remo Carmignani, da poco allenatore. Fioravanti alla fine della stagione, col Grosseto quattordicesimo (assieme al Latina), salvo e ancora in C, mette a segno 16 gol in 35 presenze, mentre il centravanti Bretti realizza lo stesso numero di reti, ma in 38 incontri. Il primo gol di Fioravanti in biancorosso arriva alla terza giornata di campionato, in Le Signe-Grosseto 2 a 2 (25 settembre 1949), ma non può essere dimenticata la sua quaterna casalinga contro il Tivoli (4-2, 14 maggio 1950) né la sua tripletta nell’umiliante 6 a 1 rifilato alla Ternana (11 giugno 1950). A suo modo storico, poi, il gol di Fioravanti nell’amichevole del 6 gennaio 1950 al campo Amiata, col Grosseto sconfitto dal Torino per 1 a 4 dopo circa sei mesi dalla tragedia granata di Superga.

Us Grosseto-Torino 1 a 4 amichevole del 6 gennaio 1950. Le squadre fotografate a centrocampo (foto tratta da YouTube)

1950-51 Il Grifone viene affidato ancora a Carmignani, ma vengono ceduti gli attaccanti Lenci e Bretti, mentre Fioravanti rimane in biancorosso. Il sodalizio unionista decide di affidarsi ai grossetani e così diventa titolare inamovibile Carlo Pucci (che nelle stagioni precedenti ha raccolto solo 3 presenze) e comincia a brillare in tutto il suo splendore la stella del compianto Nilo Palazzoli. Tornano a vestire la maglia grossetana anche Aristide Nascenzi e Giuseppe Fommei (Fommei I, fratello di Alberto). Le scelte societarie, però, si rivelano inefficaci e alla fine della stagione il Grifone, penultimo, retrocede. Nonostante ciò, Fioravanti realizza 17 reti in 32 presenze, dunque fa meglio della stagione precedente ed è pronto a spiccare il volo. Da ricordare diverse doppiette dell’attaccante tuscanese, ma soprattutto la tripletta nella sconfitta interna col Perugia (3 a 4, 23 febbraio 1951). Al termine della sua avventura in biancorosso, Fioravanti può vantare 67 presenze e 33 reti, un bottino di tutto rispetto, in particolare per un attaccante esterno.

Il resto della carriera

Fioravanti con la maglia della Roma allo stadio Flaminio (immagine tratta da Wikipedia)

Fioravanti ormai è un giocatore da categoria superiore e ha l’occasione di dimostrarlo andando a giocare in B nella Salernitana, dove rimane dal 1951-52 al 1954-55 raccogliendo 66 presenze arricchite da 22 reti. Soprattutto nella prima stagione in granata si fa conoscere da tutti grazie ai 13 gol che lo laureano vice-capocannoniere di B (ma dietro a un trio a quota 14). Dopo l’esperienza campana c’è quella siciliana col Palermo per il campionato cadetto 1955-56. In rosanero disputa 19 incontri e mette a segno 6 reti e alla fine del campionato arriva la promozione in Serie A. Nella militanza in rosanero resta famosa la partita casalinga contro il Brescia dove Fioravanti segna il gol iniziale e alla fine va in porta al posto dell’infortunato Angelini (perché in quegli anni non esistono le sostituzioni) compiendo parate decisive. Nel 1956-57, invece, arriva quella che potrebbe essere la svolta decisiva per la carriera del bravo attaccante tuscanese col passaggio dal Palermo alla Roma. Una trattativa complessa che vede il sodalizio capitolino strappare letteralmente il giocatore al Verona e al Milan. Purtroppo, però, in giallorosso Fioravanti è la riserva di un mostro sacro del calcio dell’epoca (pur se in fase discendente) ovver Nordhal e, per questo, non c’è spazio per l’esordio in Serie A. Per tale motivo, la Roma decide di mandare Fioravanti in prestito fin da dicembre 1956 al Marzotto Valdagno, in B, dove l’attaccante gioca 9 partite e mette a segno 4 reti. Il copione si ripete anche nel 1957-58, quando il club capitolino manda ancora in prestito il giocatore nelle serie cadetta, ma al Cagliari, dove il tuscanese gioca appena 7 incontri realizzando 1 gol. La sua carriera professionistica ormai è finita, anche se Fioravanti ha solo 29 anni.

La nuova vita

Chiuso col professionismo, Fioravanti torna a casa, nella sua amata Tuscia, dove gioca ancora tra i dilettanti con la maglia della Viterbese, nella quale ricopre pure il ruolo di allenatore-giocatore. Stiamo parlando della stagione 1958-59. Un infortunio, poi, lo costringe a smettere di giocare, ma continua le sue esperienze di allenatore tra i dilettanti laziali guidando Montefiascone e Tuscania e nel frattempo riprende gli studi interrotti in precedenza ottenendo il diploma di insegnante di educazione fisica all’Isef di Firenze. La sua esperienza come allenatore si interrompe nel 1971-72, proprio sulla panchina del suo amato Tuscania. Come insegnante di educazione fisica, invece, Fioravanti fa il professore nelle scuole medie e superiori della zona per ben 31 anni. Muore il 29 dicembre 2007, all’età di 78 anni (ne avrebbe compiuti 79 tre mesi più tardi) stroncato da un male incurabile. Infine, il 15 giugno 2013, il Comune di Tuscania decide di intolare lo stadio comunale dell’Olivo proprio a Renato Fioravanti per onorarne doverosamente la memoria.

 

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. All'inizio si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro, poi anche di Serie D e di Eccellenza. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell'Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport. Conduce la trasmissione web Il lunedì del Grifone ed è il commentatore delle partite dell'Us Grosseto su Gs Tv.

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