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Ulmi e Lolini (Lega): “Perché chiudere la sala prelievi del Misericordia? Pronti a portare la vicenda in Parlamento.

Basta
esperimenti fallimentari sul nostro ospedale”

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“Nei giorni scorsi, come Lega, avevamo denunciato l’inizio dello smantellamento della sanità grossetana, viste le reazioni dell’ultima settimana, comprese quelle di qualche avvocato d’ufficio che frequenta i palazzi fiorentini, pensiamo di aver colpito nel segno. Lo dimostra la vicenda che ha portato al dietrofront dell’azienda sul rinnovo dei contratti interinali”. Così il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi e l’onorevole Mario Lolini intervengono di nuovo nel dibattito che si è aperto attorno al mondo sanitario locale. “Vorrei capire le reali motivazioni per cui è stata chiusa la sala prelievi dall’ospedale – afferma l’onorevole Lolini- riversando sul territorio un’utenza fatta in maggioranza di persone fragili ed in ambienti, da quanto leggiamo, non adatti a soddisfare la mole di richieste, visto che in ospedale venivano assicurati circa 200 prelievi al giorno senza appuntamento. Si tratta di una scelta fatta per soddisfare le regole sul distanziamento sociale, dunque di sicurezza, o per concedere gli spazi liberati a qualcuno che ha forse l’intenzione, o il desiderio, di occuparli? Perché se fosse vera la seconda ipotesi, allora sono pronto ad interrogare sull’argomento il Ministro della Salute. Allo stesso tempo mi domando come mai ad Arezzo la stessa decisione sia stata bloccata in seguito alla forte reazione degli operatori sanitari”. C’è poi la seconda domanda posta dall’onorevole Lolini. “Vista la grande richiesta di prelievi sul territorio – chiede- ci domandiamo se siano previste delle convezioni con strutture esterne, che permetterebbero di mitigare temporaneamente il disagio che questa decisione comporterà per i cittadini”. Un altro fronte da anni aperto e su cui la Lega ha puntato i riflettori è quello dell’intensità di cure. “Grosseto è stata – afferma il segretario provinciale Andrea Ulmi- il laboratorio di un progetto fallimentare come quello dell’intensità di cura. Non vorremmo che accadesse nuovamente trasformando il Misericordia in un ospedale per acuti, facendo ricadere sul territorio la gestione della cronicità. Territorio ancora non in grado di farsi carico di un impegno così gravoso, facendo ricadere, di fatto, sulle famiglie un peso assistenziale, spesso non in grado di sopportare”. Il segretario conferma dunque il ruolo vigile della Lega su quanto accade attorno alla sanità grossetana. “Quello della sanità è un tema che ha profondi riflessi sulla nostra provincia – afferma Ulmi- ed attraverso la quale la Regione a guida Pd ha sempre dimostrato la scarsa considerazione che nutre verso la Maremma, specie se comparata alle realtà vicine. Crediamo che sia giunto il momento di invertire questa tendenza alla dismissione continua e subentrare ai genuflessi al volere fiorentino”.

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