Valleriani: dalla Serie A alla Maremma

La terza puntata del nostro viaggio alla scoperta degli ex giocatori dell’Unione Sportiva Grosseto ci porta di nuovo alla stagione 1994-95, l’annata che ha rappresentato una sorta di spartiacque nella storia centenaria del Grifone.
Nell’Ottobre del 1994 arrivò in Maremma, per sostituire lo storico portiere Vincenzo “Tyson” Sabatini, un estremo difensore che aveva calcato i campi della Serie A con la maglia del Bologna: stiamo parlando di Gianluigi Valleriani, che adesso siede sulla panchina del Roselle.
Lo abbiamo avvicinato per una chiacchierata sui suoi trascorsi di calciatore e l’amico Gigi ha risposto con grande disponibilità alle nostre domande.

– Ormai sei maremmano di adozione, ma nel tuo passato c’è anche una esperienza in Serie A con il Bologna che merita di essere raccontata. Cosa ricordi di quell’annata che vide i rossoblù farsi strada in Europa, ma retrocedere in Serie B?

Quella con il Bologna è stata una esperienza dai due volti: avevo l’entusiasmo di chi affronta un palcoscenico del genere ma non ero pronto, soprattutto dal punto di vista della maturità, a vivere quell’esperienza ed anche i risultati dal punto di vista personale lo dimostrarono.

– Sei nato il 18 Febbraio, come Roberto Baggio. Il 17 Marzo 1991 subentrasti al portiere rossobl§ Nello Cusin ed in quella partita proprio Roberto Baggio siglò una rete su calcio di rigore…

La partita di Torino fu forse il più bel ricordo di quell’anno. Entrai all’inizio del secondo tempo e parai tutto…tranne il rigore di Baggio al novantacinquesimo!

– Non hai, però, giocato soltanto con il Bologna e con il Grosseto nella tua carriera.

Ho cominciato nelle giovanili del Legnano, che allora disputava la serie C1, debuttando a diciotto anni; a vent’anni sono passato al Bologna,  e poi ho vissuto due anni meravigliosi, soprattutto dal punto di vista del rendimento personale, a Cerveteri in Serie C2.
Alla fine del secondo anno mi infortunai ad una spalla e mi dovetti operare, restando fermo per sette mesi, e, ad ottobre del 1994 sono approdato a Grosseto per quella che fu un annata indimenticabile.

– Il 1994-95 è stato, in effetti, un anno indimenticabile per nella storia della società unionista. Quale pensi sia stata la forza di quella squadra?

Quella era una squadra nata con il DNA vincente e credo che la gente lo percepisse, visto il calore ed il trasporto con il quale ci seguiva. Il segreto di quella squadra era un gruppo veramente speciale: come ben sai, ogni tanto ci ritroviamo con i protagonisti di quella stagione per una rimpatriata.

– Se non ci fosse stato l’uragano-Anzidei, saresti rimasto a Grosseto anche nelle stagioni seguenti?

Devo dire che non credo sarei rimasto, ma non per mia volontà. In realtà, non disputai un campionato particolarmente brillante: pagavo lo scotto dell’infortunio e di dover sostituire un mito come Vincenzo Sabatini e questo non fu facile per me.

– La tua carriera è proseguita lontano da Grosseto per qualche anno, ma poi sei tornato in Maremma ed hai indossato di nuovo la casacca biancorossa, seppure per un periodo brevissimo.

L’unico rammarico che ho della breve apparizione camilliana è quello di non aver potuto dimostrare il mio vero valore al presidente ed ai tifosi, perché credo che avrei potuto chiudere qui la carriera da giocatore del Grosseto e questo per me sarebbe stato veramente un onore grandissimo.
Purtroppo, un piccolo problema di salute e la fretta di chi vuol sempre vincere senza il tempo di aspettare hanno fatto il resto. Ormai è andata così, non ė un problema e sono felice lo stesso.

– Al termine della tua seconda esperienza con il Grosseto hai continuato per alcuni anni a calcare i campi delle serie minori. Adesso sei allenatore del Roselle ed hai conquistato il premio di Grosseto Sport. Una domanda sulla cavalcata del Roselle è d’obbligo…

Per quanto riguarda il Roselle, non ho resistito al richiamo di un amico come Simone Ceri, che mi ha concesso l’onore e l’onere di guidare la sua squadra. Quest’anno i risultati ci hanno dato ragione, ma non vogliamo fermarci qui: vogliamo costruire una lunga striscia vincente. Spero di essere all’altezza del mio compito e di potergli regalare, con l’aiuto dei miei giocatori, ancora tanti successi.

– Sei uno dei molti calciatori che, dopo aver giocato con il Grosseto, hanno scelto di rimanere in questa terra. Cosa ha di speciale la Maremma per te?

La Maremma ė una terra speciale, fatta di persone buone che, di primo acchito, possono sembrare burbere. Non si può non innamorarsi del posto e della gente. Io ci ho anche preso moglie, quindi…

– Le ultime battute, Gigi le riserva per un saluto ai tifosi grossetani.

Ti ringrazio per questa intervista e concludo mandando un abbraccio a tutti i tifosi, che meritano di rivedere il Grifone il più in alto possibile.

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