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Un ricordo del presidente Mario Ferri

GROSSETO. La recente intervista a Carlo Pucci ha permesso di far riaffiorare la memoria di alcuni personaggi di epoche lontane nella storia unionista, da Carmignani a Nascenzi, passando per Volandri e Lottini. Lo storico ex capitano biancorosso ha citato Due presidenti che sono rimasti nella memoria collettiva: Giuseppe Sartori e Mario Ferri ed è proprio di quest’ultimo che parliamo questa settimana nel nostro amarcord biancorosso.
L’Onorevole Mario Ferri ci ha lasciato l’Otto Maggio 1978 e, quindi, ci sembra giusto omaggiarlo nella ricorrenza della sua prematura scomparsa. Era nato a Grosseto l’Undici Gennaio 1927 e divenne presidente dell’Unione Sportiva nel 1955-56 rilanciando il club biancorosso dopo Due stagioni piuttosto opache in Promozione.
L’ammissione alla IV serie avvenne nel 1957 grazie alle reti di “Cita” Bartolini (19 in 26 partite), Metrano (16 in 26 partite) e Travison (23 in 29 partite), ma un paio d’anni più tardi la squadra retrocesse.
Nel corso dell’Estate, però, il Grosseto fu ripescato nella nuova serie D ed al secondo tentativo riuscì a compiere l’impresa di salire di categoria: era il 1961, l’anno di Nerio Magrini (16 reti in 33 partite) e  di un giovane Carlo Zecchini, appena giunto dalla Pro Sesto (19 reti in 33 partite).
Quella squadra è tuttora una delle più ricordate dagli appassionati, con i vari Pazzi, Palazzoli, Armellini e Ferrini in campo.
Da allora iniziò un’era felice per i colori biancorossi conclusa con la retrocessione del 1965 che diede il via ad alcune stagioni in serie D piuttosto sfortunate con la squadra spesso abbonata ai piani alti della classifica senza, tuttavia, riuscire mai a primeggiare.
Dopo un biennio 1970-72 piuttosto incolore, avvenne una nuova svolta: al termine di un epocale duello con i bianconeri rivali di sempre, la squadra tornava in serie C grazie alle reti di Barbana (19 in 34 partite) e Ciacci (6 in 31 presenze) scatenando l’entusiasmo di una città impazzita di gioia.
Archiviato un 1973-74 concluso al nono posto con in campo Carpenetti, Noletti e Di Prete miglior marcatore (15 reti), la squadra allenata da Mister Bassi lottò per buona parte della stagione per raggiungere l’accesso alla serie B. A vincere quel campionato 1974-75 fu il Modena, grazie anche al crollo verticale della squadra che raccolse soltanto Tre punti nelle ultime Dieci giornate, e per la Serie B si dovette attendere la magica giornata di Padova nel 2007.
Dalla metà degli anni Settanta il sodalizio grossetano non riuscì più ad accarezzare i piani alti della classifica, ma non mancarono le soddisfazioni grazie a giocatori come Cacitti, Brezzi, Di Prospero, Chinellato (Anche lui ci ha lasciato da qualche anno) e Balestrelli.
Nel frattempo, dal 1972, Mario Ferri era stato eletto Deputato senza che questo influisse in maniera negativa sul suo ruolo di presidente unionista. In Parlamento ebbe modo di presentare 148 progetti di legge (Ben 45 nel solo 1976) ed il ricordo che moltissimi hanno di lui è più che positivo, grazie  alla sua onestà ed alla sua competenza.
L’Otto Maggio 1978 era un Lunedì, il Grifone aveva perso il giorno prima 4-0 a Parma (Doppietta di Ariedo Braida, successivamente dirigente milanista) e con la maglia crociata era in campo Carlo Ancelotti, e Mario Ferri si spegneva vittima di un infarto a soli 51 anni.
Il giorno successivo era Martedì 9 Maggio, il giorno del ritrovamento di Aldo Moro e dell’uccisione per mano mafiosa di Peppino Impastato.
L’improvvisa scomparsa del presidente Ferri portò i torelli maremmani a vivere alcune stagioni anonime in serie C2 per poi scivolare nel buio dei dilettanti per 19 lunghi anni tra il 1983 ed il 2002: una autentica discesa all’inferno.
Sono passati molti anni da quel giorno del 1978 ed sostenitori più giovani ricorderanno in maniera indelebile forse soltanto gli anni della presidenza Camilli, ma i tifosi con qualche anno in più non potranno mai dimenticare quello che Mario Ferri ha dato alla squadra ed alla città tutta.

Giulio De Paola

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