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Sport: curare la forma mentale e la concentrazione

Nelle sport l’allenamento è il mezzo con cui raggiungere gli obbiettivi prefissati, indipendentemente dal livello di competizione. Un allenamento, però, che non riguarda solo l’esercizio fisico regolare e ripetuto ma che investe altri aspetti, prima di tutto quello mentale. È necessario che mente e corpo siano perfettamente coordinati per raggiungere il picco prestazionale: se ogni sport necessita di un fisico allenato al meglio, è anche vero che capacità come quella di concentrarsi, gestire le emozioni e le distrazioni, riprendersi da una sconfitta e saper gestire i momenti decisivi siano altrettanto necessarie. Ma come allenarle?

Obiettivi e comunicazione interiore

Uno dei primi passi quando decidiamo di intraprendere una carriera sportiva è quello di porsi degli obiettivi che siano più precisi possibile. Se tutti ne hanno, solo coloro che riescono a definirli in modo coerente hanno le chance di successo maggiori. Qui entra in gioco la capacità di parlare con sé stessi creando una narrazione interiore che focalizzi l’obiettivo escludendo l’intervento di pensieri in grado di distrarci. Prima di ogni prestazione sportiva, quindi, diventa fondamentale comunicare in modo positivo, credere nelle proprie capacità e concentrarsi sull’obiettivo prefissato. Proprio la definizione degli stessi (o “Goal setting”) determina molto spesso il successo o meno di un atleta: se ci poniamo degli obiettivi inadeguati alle nostre possibilità possiamo compromettere intere stagioni agonistiche. Per questo motivo è importante allenare la mente e  scomporre i macro-obiettivi in parti più piccole, difficili e allenanti, ma pur sempre raggiungibili.

La gestione dello stress

Nello sport lo stress si crea quando l’atleta sente di non avere le capacità di affrontare la sfida che l’ambiente gli richiede. Uno stress a cui possono essere sottoposti anche una intera squadra o un allenatore che trasmetterà così impulsi negativi al suo team. Per questo diventa necessario utilizzare strategie per ridurre le pressioni ambientali e per effettuare un’analisi realistica e veritiera delle capacità degli atleti. Tra le tecniche più utilizzate nel campo del mental training ci sono la ristrutturazione cognitiva e la  desensibilizzazione sistematica.

Concentrazione e connessione

Per raggiungere gli obiettivi prefissati è necessario che la prestazione non sia influenzata da fattori esterni, siano essi le condizioni climatiche, il tifo o le provocazioni degli avversari. La concentrazione, infatti, è la capacità di focalizzarsi su un compito per un determinato periodo di tempo. Una capacità che deve essere presente soprattutto nei momenti cruciali e difficili della competizione. Prendendo spunto dal poker sportivo citiamo l’esempio del tilt, cioè il momento in cui il giocatore entra in uno stato di confusione, adotta strategie non ottimali e molto spesso diventa aggressivo. Jared Tendler, mental coach ed autore del libro “Il Mental Game del Poker”, parla di come riuscire a mantenere la concentrazione nel poker sportivo anche duranti questi momenti di difficoltà sottolineando l’importanza del dialogo con sé stessi, dell’autoanalisi e dell’importanza del mental training come base per il successo nello sport.

Convinzione e visualizzazione

Se da un lato è fondamentale porsi obiettivi raggiungibili, dall’altro l’atleta deve essere sempre convinto di raggiungere le sue mete e di poter ottenere determinati risultati. Le convinzioni, anche subconsce, aiutano a guidare le azioni e vanno sfruttate come propulsore della prestazione. Il cervello ha la capacità di visualizzare le azioni e di indirizzare i movimenti del corpo: quindi è bene cercare di ridurre al minimo i pensieri negativi che possono inficiare il raggiungimento dell’obiettivo.

La gestione dell’ansia pre-agonistica

Quello della gestione e prevenzione dell’ansia pre-agonistica è uno dei temi più dibattuti nel campo della psicologia dello sport. Con essa si intende lo stato di pressione mentale che precede l’inizio di una competizione ritenuta particolarmente difficile. Un ansia, che spesso si accompagna da una vera e propria paura di vincere, che può prendere sia prima della gara, sia quando si è ad un passo dalla vittoria. Proprio per non farsi opprimere dall’ansia sono state elaborate molte tecniche che gli atleti imparano sotto la guida degli specialisti per poi implementare autonomamente al momento di entrare in gara. Tra le più utilizzate: il rilassamento e la desensibilizzazione sistematica.

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Fabio Lombardi

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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