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Camilli e Cuccureddu in conferenza. Entusiasmo e sala stampa gremita.

Camilli e Cuccureddu a Grosseto

Grosseto. Sala stampa gremita allo Zecchini per un evento dalla doppia valenza, perché il neo-allenatore unionista, Antonello Cuccureddu, è stato introdotto proprio da Piero Camilli, apparso battagliero come non mai.

Camilli: <<Ho voluto convocare la conferenza stampa oggi perché ieri avevo impegni personali. Il fatto che sono qui, dimostra che tengo al Grosseto. Paghiamo tutto regolarmente. Sono qui da 14 anni. Posso anche essere stanco, ma ci tengo. Sto qui per Pellegrino, pensate un po’. In questa città ho messo i milioni con la pala: 20. Lo scorso anno, senza quello che ci hanno fatto, non saremmo mai retrocessi sul campo. Ho provato a dare il Grosseto a gente seria, ma non l’ho trovata. Non ho trovato una persona che mi desse delle garanzie assolute. Ecco perché ho deciso di andare avanti. La squadra ha fatto 2 punti nelle ultime quattro partite in casa, era necessario cambiare. Cuoghi, purtroppo, non ha fatto risultati. Da parte mia e della mia famiglia, però, il massimo intendimento di andare avanti per bene. Questo è un momento difficile. Ci è rimasta vicina solo la Banca della Maremma. Il Comune con me si sta comportando male. Non ho chiesto nulla e non ho voluto niente. Facemmo un accordo con l’amministrazione, ma i soldi negli anni sono diminuiti. Ieri, però, mi hanno scritto che devo pagare 3.500 euro a partita. Se vogliono, porto la squadra altrove. Sono sindaco, ho dodici aziende, assessore provinciale e non hanno tempo per ricevermi? Premetto che sono un uomo di destra e me ne vanto, ma non ho mai parlato di politica. Mi auguro di riuscire a passare la squadra a una persona seria. Se la città non risponde, mica è colpa di Camilli. In B, lo ricordo, abbiamo combattuto contro tutti. La vita è fatta di fasi. Non aspettate che muoia io per cambiare. La Viterbese non esiste. Voi della stampa create tempeste in un bicchier d’acqua. La Viterbese era fallita. Abbiamo utilizzato la Castrense per ridare vita alla Viterbese. Non vengo alla partita perché soffro come voi neppure immaginate! Voglio decidere della mia vita. Qui abbiamo fatto la storia calcistica di questa città. Nel mio ufficio ho tutto del Grosseto. Non sono S. Lorenzo, il vostro protettore. Do garanzie economiche, ma voglio essere libero di comportarmi come meglio mi sento. Abbiamo una buona squadra. Con Cuccureddu metteremo le cose a posto. Conosce la città e la squadra. Sono sicuro che saprà uscire da questa situazione. Interverremo sul mercato. Finché ci sarò, ci starò come si deve. Ricordatevi, però, che la situazione economica è difficile, anche per me. Il grande amore per questi colori non mi ha permesso di dare via il Grosseto. Mi auguro che questa città possa trovare le forze per fare la Prima Divisione o, magari, perché no, la B. Questa è una società sana. Scindetemi dal Grosseto. Ricordatevi che Arezzo e Pistoiese sono in Serie D. L’anno scorso è stato un anno particolare. Ho speso un milione e mezzo per salvare la squadra. A Milano mi sentivo male a dover entrare nei box di Lega Pro. La vittoria ha tanti padri, la sconfitta ne ha solo uno. Non ho mai anteposto i miei interessi a quelli del club. A voi tifosi presenti dico che vi voglio bene. A proposito, possiamo togliere il famoso silenzio stampa. Se certi giornalisti ce l’hanno con me, vengano di persona a dirmelo, invece di continuare ad infangarmi con articoli quotidiani. Obiettivo stagionale? Tutto è possibile. Se il Grosseto prende una o due punte forti, non ce n’è per nessuno. Da Pisa mi hanno chiamato per farmi i complimenti. Siccome non si retrocede, c’è da cambiare registro. A me piace vincere (in sottofondo, Cuccureddu ha esclamato: <<Anche a me! A noi piace vincere!>>). Mi dà fastidio che si leghi il futuro della squadra alla mia persona. È necessario trovare un ricambio. Avrei potuto prendere club di A e di B, eppure sono sempre rimasto a Grosseto. Ho vissuto come un’umiliazione la retrocessione. Non ci sono eventi che possano farmi cambiare idea sul mio futuro qua>>.

Cuccureddu: <<Permettemi, prima di parlare di calcio, di essere vicino e solidale con tutti i miei conterranei per l’alluvione che ha distrutto la nostra amata Sardegna. Non nego di aver pianto per il dolore. Ero proprio triste. Per fortuna, il presidente mi ha offerto questa opportunità. Arrivo in una situazione simile a quella precedente. La chiamata del presidente mi ha gratificato. Venire qui è stata una mia scelta. Avevo altre opportunità. Ho ancora più voglia che in passato, forse perché il mondo del calcio mi ha tolto degli anni professionali. Sono una persona trasparente, proprio come il presidente, ecco perché ho accettato di tornare a Grosseto. Non volevo starmene a casa. Il gruppo l’ho un po’ seguito. È davvero un bel gruppo, dove c’è tanta qualità e prestanza fisica. Mi stanno mettendo in difficoltà nel fare le scelte. Gli attaccanti ci sono. Aspettiamo per valutare bene questa squadra. Lavorerò molto anche a livello psicologico. Tutti i ragazzi si stanno mettendo a disposizione. In questo campionato non ci sono i fenomeni. Credo nel gruppo. I miei successi sono sempre arrivati col gruppo. Forse ho troppi bravi ragazzi. Ho visto che c’è un problema di testa. Voglio cattiveria e determinazione. Più sei coeso e più sei forte. Gli anziani devono dare l’esempio. I giovani devono tirare fuori la personalità. Campionato diverso e forse inferiore a quello di quando vincemmo noi. Dobbiamo essere una squadra propositiva. Quando hai qualità e non sai esprimerla, significa che hai problemi di testa. A Lecce mi aspetto un’adeguata reazione. Questa squadra può giocare con vari moduli. Vedremo. Dobbiamo ridimensionare anche la rosa. Tutti possono essere titolari, ma l’ultima parola spetta a me. Durante la settimana devono mettermi in difficoltà>>.

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Yuri Galgani

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. Si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro e dalla passata stagione segue la Serie D. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell’Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport.

Commenti

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  • Caro Presidente Camilli,
    Io sono uno sportivo più o meno della sua età e sono andato a vedere il calcio quando i tempi erano molto difficili e lo sport era l’unico divertimento dei grossetani. Ho visto quello che lei ha fatto, ha reso una città orgogliosa di avere una bella squadra di calcio, ha fatto conoscere il nome di Grosseto un po’ in tutto il mondo.
    Io capisco che lei ha un certo risentimento per le istituzioni e per la “tiepidezza” con cui sono vicine alle vicende della squadra, ma i tempi sono ritornati difficili ed immagino che comune ed altre istituzioni abbiano molti grattacapi per far quadrare i propri bilanci; provi ad avere un contatto con loro guardando anche le difficoltà di chi gestisce una città e forse un punto d’incontro lo troverete.
    In più le dico che i grossetani di ogni colore politico, sportivi e non sportivi, poveri o ricchi, riconoscono le sue imprese con grande affetto e si ricordano dei gesti gentili che ha avuto con le lavoratrici della Mabro e di tanti altri sfortunati che hanno subito questa pesante crisi economica.
    I grossetani, come diceva il Vescovo Tacconi a Papa Wojtyla venuto a Grosseto nel 1989, sono gente semplice ma schietta ed amano coloro che hanno apprezzato ed apprezzano questa terra e questa gente. E se lei ha deciso di lasciare, la ringraziamo della sua opera, e speriamo che chi verrà possa almeno eguagliarla.






















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