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Esclusiva Gs: ecco il motivo per il quale il Grosseto rischia di giocare a porte chiuse o a Siena

tribuna centrale Zecchini vista dal campo

Grosseto. Da informazione assunte da Grosseto Sport, il problema potrebbe essere risolto facilmente dal Football Club Grosseto stesso. No, non siamo impazziti, abbiamo solo ricostruito la vicenda e compreso il vero motivo che avrebbe portato alla comunicazione fatta alla società biancorossa. Ebbene, quando la Cpv (ovvero la Commissione Provinciale di Vigilanza), che è di competenza prefettizia ed è convocata dalla Prefettura stessa (quindi non dal Comune) ha rilasciato l’autorizzazione temporanea (il 28/08/2015) c’era una situazione che, nel frattempo, è stata alterata, violando il Tulps (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Tralasciando alcuni aspetti decisamente marginali e superabili, pare che il club biancorosso abbia chiuso una via di fuga, indicata come tale nel Piano di Sicurezza. Dovrebbe trattarsi di un’opera muraria dove per anni c’è stata la vecchia sala stampa, dunque una via di fuga per i tifosi della tribuna. Trattandosi dello stadio comunale, dunque di un’opera pubblica, il predetto intervento forse avrebbe richiesto addirittura un passaggio preventivo presso la Giunta comunale. Comunque, crediamo che se il Grosseto provvederà a rimuovere “l’ostacolo” otterrà facilmente il rinnovo dell’autorizzazione.

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Yuri Galgani

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. Si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro e dalla passata stagione segue la Serie D. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell'Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport.

Commenti

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  • E a nessuno, in comune, prefettura o quel che è, è venuto in mente, quando la scadenza si avvicinava, di dare un colpetto di telefono per avvertire la società in tempi congrui? Perchè si è aspettato di arrivare all’ultimo giorno e minacciare addirittura la chiusura dello stadio?
    Non so se queste domande per voi rientrano negli “aspetti marginali” che avete citato, per me denotano piuttosto un disinteresse così spinto da sembrare quasi voluto. Visto il baratro da cui il sig. Massimiliano Pincione ha salvato il calcio e la città di Grosseto, un minimo di maggiore collaborazione ed amicizia, da parte delle istituzioni tutte, mi sarebbe sembrato scontato.
    Invece, a quanto pare, non è così.

  • Forse, nel mio precedente intervento, nel post, cioè, in cui il Vice Sindaco parla della “questione stadio”, non sono stato sufficientemente chiaro o esaustivo, perché mi sono limitato a citare la COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA. I comuni che non l’hanno istituita, ogniqualvolta intendono rilasciare un’autorizzazione di polizia amministrativa ai sensi dell’art. 68 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, Regio Decreto n° 773 del 18.06.1931 e successive modificazioni e integrazioni), devono ricorrere alla COMMISSIONE PROVINCIALE DI VIGILANZA. I componenti delle suddette commissioni sono molto simili; ne fanno parte, sempre: un tecnico dei Vigili del Fuoco, un medico dell’Azienda USL e un esperto elettrotecnico. In quella COMUNALE troviamo anche il Comandante della Polizia Municipale (o altro pubblico ufficiale appartenente alla Polizia Municipale) e un tecnico comunale; in quella PROVINCIALE troviamo anche il Prefetto (o un Suo delegato) e un tecnico nominato dalla Prefettura. Nel caso specifico della stadio di Grosseto il parere sull’agibilità di esso viene rilasciato dalla COMMISSIONE PROVINCIALE DI VIGILANZA, che si riunisce in Prefettura. Il cosiddetto «piano di sicurezza», citato da Yuri in questo articolo, deve essere valutato dalla commissione, la quale, poi, esprimerà il suo parere e lo comunicherà al Comune, al quale spetta il rilascio definitivo dell’autorizzazione di polizia amministrativa, temporanea (come in questo caso) o permanente che sia. L’intera faccenda, comunque, se c’è l’effettiva volontà di risolverla da parte di tutte le parti in causa (e mi pare che ci sia), si può risolvere in pochi giorni.















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