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Editoriale – Undici giocatori dilettanti che indossano la maglia biancorossa

Grosseto. Adesso il flop in campionato è certificato. Basta con parole e giustificazioni o dire che lotteremo fino a quando la matematica non ci condannerà. Tipiche frasi di quando non si hanno grandi argomentazioni.
Per fare il salto in serie D ci sono tre strade. La prima, che vedendo il match di oggi mi sembra più percorribile, è il ripescaggio a fine stagione; le altre due sono o la vittoria della Coppa Italia di Eccellenza a livello nazionale o andando avanti nei play-off.
Sicuramente lo spettacolo di oggi è stato una cosa indegna, sia per il sempre numeroso pubblico dello “Zecchini”, che per chi lo ha visto in streaming.
Una squadra senza anima. L’arrivo del nuovo allenatore, che come aveva dichiarato lui stesso non è un mago, non ha fatto bene.
Anzi, ha reso lo spogliatoio e la squadra più depressi. Uno spogliatoio che, ricordiamo, è composto da giocatori i quali prima sono stati compagni dell’ex-allenatore Consonni e poi sono stati scelti da lui stesso per far parte della rosa.
Il cambio di panchina? È stato fatto nel momento sbagliato. A dicembre doveva esserci la svolta, perché poi potevi preparare la rosa e apportare i giusti cambiamenti in base alle indicazioni del nuovo mister ed evitare situazioni antipatiche.
Ai biancorossi, poi, dico: non me ne vogliate, ma vorrei ricordarvi che siete giocatori DILETTANTI e di ECCELLENZA.
Magari il fatto di essere stati trattati con i guanti bianchi fin dall’inizio, con ritiro e tutti le attenzioni del mondo vi ha fatto male. Dovreste essere orgogliosi di indossare una maglia come quella del Grifone o calpestare il prato del “Carlo Zecchini” con sempre 1200 spettatori e tifosi e cori al seguito in casa ed in trasferta.
Ed i risultati? Perdere o pareggiare contro dei dilettanti (veri, per spirito e voglia con cui giocano) che si alzano la mattina per andare a lavorare e nel tardo pomeriggio svolgono le sedute di allenamento, è una vergogna.
L’attaccamento non si mostra perchè si va sotto la Curva Nord, ma con il sudore, la grinta e l’orgoglio. Cosa che, permettetemi, non avete più messo in campo da mesi.
E avete anche la fortuna di andare a chiarire con i sostenitori, con altre squadre che con cui vi confrontate se vincete o perdete tutto ciò non accade.
Una città vi ha sostenuto e vi ha incitato sempre e voi avete oggi ripagato il tutto con una vostra prestazione da Terza Categoria.
Forse una bella settimana di allenamenti in quel di Roselle, dove la squadra termale vinceva le partite “azzannando” gli avversari credo vi farebbe bene.
Adesso deve intervenire, non la società, non il presidente Simone Ceri, ma il tifoso Simone Ceri che sa quella che vuole dalla propria squadra e dai propri ragazzi. Forse lui può risolvere problematiche dove neanche il mister può arrivare.
Diciamo che al momento ci accontentiamo (o ci dobbiamo accontentare) di una squadra con undici giocatori che indossano la maglia del Grosseto e nulla più…

Fabio Lombardi

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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  • Che questa stagione sia da considerare fallimentare è pacifico e credo che si sia tutti d’accordo, d’altra parte un solo esito sarebbe stato accettabile a questi livelli infimi: vincere, anzi stravincere il campionato, ma il campo ha detto ben altro e lo ha fatto con larghissimo anticipo sulla fine del torneo. Secondo me s’impone però anche un altro ragionamento: quand’anche in un modo o nell’altro (magari grazie ad un ripescaggio) si riuscisse a salire, con quali prospettive ci affacceremmo in una categoria enormemente più dura e impegnativa da tutti i punti di vista, se in Eccellenza abbiamo tribolato e arrancato così ? Si renderebbe necessaria una “rivoluzione” globale, su tutti i fronti. Ma ci saranno la volontà e la possibilità di attuarla?

  • Va bene grinta e sudore, ma sono parole che lasciano il tempo che trovano…
    Ci vogliono idee e metodologia e non parole del cavolo come sputare sangue, ecc. ecc.
    In sintesi, voglio gente che ci capisce di calcio e non usa frasi fatte e che non portano sicuramente a risultati.
    La squadra ha bisogno di idee.

  • L’allenatore giusto per questa categoria c’era già fino a maggio, ma si è voluto rompere tutto credendo alle favole.

  • Secondo mio modesto parere i Ceri ai quali tutti devono stendere un tappetto rosso hanno commesso un solo errore quello di non dotarsi di un D.S questo non perché non abbiano conoscenze per allestire una squadre di vertice ma semplicemente perché certe dinamiche devo essere gestite da una figura specifica

    • A titolo personale, posso dirti che concordo con te.
      Il Roselle, ad esempio, aveva il ds, il bravo Giuliano Dragoni.
      Il ds è una figura che in un club che vuole strutturarsi in modo professionistico non può mancare.
      Secondo me, manca anche la figura del preparatore atletico.

      • Senz’altro l’assenza di figure significative quali quella del d.s. e del prep. atletico può avere contribuito all’esito deludente del campionato, ma dubito francamente che sia stata determinante. Sono convinto che a questi livelli (così bassi) tutto ruoti intorno al fatto di avere una rosa bene assortita, fatta di gente tecnicamente e agonisticamente valida (in rapporto alla categoria, si capisce) e forse prima di tutto ferocemente motivata e determinata…tutti requisiti assenti nel Grifone 2017/18, come un po’ tutte le gare, ma soprattutto le ultime due prestazioni hanno evidenziato in maniera lampante.

  • Si ma la figura del preparatore atletico più che una mancanza della società fa parte dello staff dell allenatore che può decidere di avvalersene oppure no.Cmq la proprietà ha messo il motore di una Ferrari nella carrozzeria. di una 500

  • Qui ti sbagli caro Sesto, in eccellenza devi già avere una struttura organizzativa adeguata, se poi ti chiami Grosseto, anziché Roselle, a maggior ragione. Con un direttore sportivo avresti fatto scelte diverse, allenatore e giocatori diversi. Alla fine ci si accorge, e non poteva essere diversamente, che qui sono tutti dilettanti, non solo i giocatori. Lo ripeto, con tutta la buona volontà, il Grosseto non è il Roselle.

    • Sia come sia, la frittata ormai è stata fatta e a questo punto si tratta solo di capire se e in che modo si può dare un senso a questa stagione che, partita come quella della rinascita e della riscossa, sembra stia naufragando nel più clamoroso dei flop. Coppa Italia? Playoff ? Ripescaggi?…Mah vediamo un po’, anche se mi paiono strade lontane e difficili da percorrere.