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Baseball: stagione da incorniciare per l’Enegan tricolore

Quella che si è appena conclusa è stata una stagione fantastica per la squadra biancorossa, coronata dallo scudetto di serie A conquistato a Ronchi dei Legionari.

Il pitcher Angel Marquez ne è il simbolo, con i suoi 204 strikeout stagionali, ma l’Enegan Grosseto è molto di più: è il perfetto mix tra i veterani reduci dalle glorie del Bbc ed i molti giovani che hanno contribuito in maniera determinante alla conquista di questo alloro tricolore.

Impressionante la crescita di Marano che passa da una media battuta di .174 nella prima fase ad un ottimo .400 nei playoff, portentoso Ramirez che batte .362 nella prima fase e sfiora quota .300 nei playoff chiudendo a .294. Ineccepibile Piccini: il diciannovenne, al primo anno in serie A, chiude la prima fase con una media Pgl di 1.66 per migliorarsi nei playoff conclusi senza punti subiti a carico.

La forza di questa squadra, però, non risiede soltanto nei singoli elementi, pur di valore che essi siano. Nella notte post-Ronchi abbiamo avuto modo di parlare con Santolupo (Uno dei migliori in questa annata biancorossa) e concordiamo con l’esterno quando ha sottolineato che l’MVP della squadra è il gruppo che si è creato.

E’ proprio questo ciò che ha fatto grande il Grosseto, l’aver saputo fondere campioni affermati come Bischeri, i fratelli Ermini, De Santis, Sgnaolin o lo stesso Santolupo ad una nutrita schiera di giovani il cui apporto è stato fondamentale.

“Marano crescerà”, “Ramirez verrà fuori”. Queste dichiarazioni nel precampionato avevano lasciato perplessi i soliti soloni da tribuna che non parevano fidarsi troppo dei giovani provenienti dal Junior Grosseto. Signori, il pranzo è servito: l’Enegan è campione d’Italia.

Questo è lo scudetto di chi ha creduto sin dall’inizio in questo progetto, è lo scudetto di chi è stato dato per morto e sepolto troppo presto, è lo scudetto di chi ha voluto fermamente che la squadra fosse formata da un sapiente equilibrio tra esperienza e freschezza giovanile.

Nel roster grossetano, guidato da uno staff tecnico di assoluto valore al comando dello skipper Minozzi, anche Tre reduci dalla sciaguratissima esperienza del 2013: Santaniello, Marquez e Giovannini, Tre pedine che hanno confermato tutto il proprio valore in questa stagione trionfale.

Il lanciatore è stato devastante: Due no-hit, un perfect game, il record di 21 k nella stessa partita (Al Ronchi, non ad una squadra qualunque) ed una solidità che lo inserisce nel solco dei grandi lanciatori approdati in Maremma.

E’ vero che non sono paragonabili IBL e serie A (Ma ne siamo poi così sicuri?), ma è altrettanto vero che Marquez era piaciuto già lo scorso anno con la casacca del Mastiff pur raccogliendo poca gloria non certo per demeriti personali.

Santaniello si è confermato ottimo lead-off, nonostante un fastidioso infortunio che lo ha tenuto fermo ai box, ed ha chiuso la post-season con una stratosferica media arrivi in base di .508. Anche in questo caso, i critici sono stati serviti con piatti di porcellana, bicchieri di cristallo e posate d’argento.

13 Giugno 1992. Segnatevi questa data. E’ il giorno in cui è nato Antonio Giovannini, miglior fuoricampista di squadra. Il catcher ha il piglio del veterano, ma ha soltanto 22 anni ed un futuro molto interessante davanti a sé. Avere avuto al proprio fianco un maestro come “Clutch” Bischeri gli ha indubbiamente giovato in questa stagione sicuramente positiva in cui si è rivelato in tutto il suo valore.

Una menzione doverosa va anche a tutti quei giocatori grossetani che sono rientrati alla base per sostenere la causa grossetana: aver accettato di tornare allo Jannella dopo quanto successo nelle ultime stagioni è stata una scommessa che si è rivelata vincente.

L’applauso più intenso vada allora a tutto il Grosseto Baseball targato Enegan: se “The boys are back in town” è merito del presidente Mazzei, del direttore sportivo Boni, di Paolo Minozzi e di tutto lo staff tecnico, della dirigenza al completo e dei tifosi che sono tornati allo stadio a sostenere questa squadra che ha saputo conquistare tutti.

Più che mai in questo 2014 l’unione si è rivelata forza. Lo abbiamo sempre sostenuto, adesso i fatti ci hanno dato ragione: questa è la strada giusta per il rilancio del baseball a Grosseto, questa è la strada in cui hanno creduto e credono il vicesindaco Paolo Borghi e tutti quelli che lo hanno seguito in quella che sembrava una chimera irraggiungibile.

In appena Dodici mesi lo scenario è cambiato totalmente e le prospettive da fosche si sono fatte decisamente interessanti: avanti così, la caccia non finisce mai, l’araba fenice è tornata a volare.

Giulio De Paola

1 Comment

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  • cosa aggiungere oltre a quanto esaurientemente esposto da giulio, vero cultore e mente storica del battieccorri maremmano??????
    niente, se non che SIAMO CAMPIONI D’ITALIA !!!!!!!!!!!!!!
    contro chi ci ha voluto affondare (MA NON CI E’ RIUSCITO…..) contro chi non ha avuto fiducia nel gruppo (ED E’ RIMASTO CON LE PIVE NEL SACCO……) contro chi vede questo sport come un qualcosa da marziani ( GUARDI PURE LA SERIE A DI CALCIO CON I SUOI PUNTUALI VELENI………..) NOI SIAMO E RESTEREMO TIFOSI DI GROSSETO calcio e baseball che siano perché ci rappresentano e tengono alta la NOSTRA bandiera in giro x l’italia: oggi siamo in festa x lo scudetto del baseball; domani speriamo di poter festeggiare il ritorno in serie B dei grifoni………ALLA FACCIA DI CHI CI VUOLE MALE!!
























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