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A Pisa, episodi da dimenticare che non fanno onore né al club né alla tifoseria nerazzurra

Molti di quei duecento tifosi biancorossi che ieri erano all’Arena Anconetani e che sono tornati a Grosseto con il cuore pieno di gioia per la vittoria del Grifone, non si sono accorti di un episodio davvero brutto e da stigmatizzare, mentre anche noi di Gs abbiamo vissuto (per il secondo anno consecutivo) una sorta di ghettizzazione da parte del club nerazzurro. Vediamo di capire cosa è accaduto. Ebbene, nel secondo tempo, a partita ancora in corso e con i biancorossi in vantaggio per 2 a 1, l’attenzione dell’intera tribuna superiore è stata attirata dal parapiglia che si è creato in quella inferiore, dove Masia, il giocatore unionista reduce da infortunio, è stato pesantemente offeso e strattonato da dei facinorosi. Il ragazzo, come ci ha riferito personalmente davanti alla sala stampa, ancora scosso per l’accaduto, si è sentito in pericolo e impotente di fronte all’aggressione subita e agli epiteti irripetibili proferiti nei suoi confronti e verso la sua compagna, così come contro mogli e fidanzate dei giocatori sistemati in tribuna inferiore. Sappiamo, poi, che è volato un primo schiaffo verso la moglie di Mangiapelo, mentre un secondo ha colpito la suocera di Mariotti, il tutto mentre alcuni addetti alla sicurezza hanno accompagnato anzitempo fuori dallo stadio i giocatori biancorossi e i loro famigliari per evitare che la situazione degenerasse. Fermo restando che fatti come quello di ieri non fanno bene all’immagine del calcio in generale, ma soprattutto agli amici pisani e al club nerazzurro, ci auguriamo che chi si è macchiato di un gesto tanto vile come quello di schiaffeggiare le due signore indifese, venga individuato e perseguito. Questo perché né il campanilismo calcistico né una sconfitta possono averla vinta sul rispetto per il prossimo, chiunque esso sia, dentro e fuori dallo stadio. Per di più, i rapporti tra la tifoserie sono ottimi, così come quelli tra i due club e le città e non è giusto che il buon nome di Pisa (e del Pisa) venga sporcato da episodi come quello descritto. Per quello che riguarda Grosseto Sport, invece, denunciamo pubblicamente una sorta di ghettizzazione professionale per il secondo anno consecutivo, visto che siamo stati costretti ad operare fuori dalla tribuna stampa, unici tra tutti i giornalisti presenti. Nello specifico, il soggetto che ci ha accolto verso le 14.30 in tribuna stampa ci ha detto subito che per noi lì non c’era posto, perché lì dovevano stare i colleghi pisani, ma abbiamo visto distintamente che c’erano anche giornalisti di Grosseto. Il tipo ci ha poi costretto a fare tutto un giro fuori dalla tribuna per farci rientrare in un settore isolato, spostato verso la Nord pisana, dotato sì di tavoloni pensili e di prese elettriche, ma senza sedie e diviso dal pubblico sottostante solo da uno scalino. Da notare, poi, che le tre sedie (anche se noi eravamo in due) ci sono state fornite solo dopo una protesta decisa del collega Ginanneschi. Inutile sottolineare, invece, quanto sia stato fastidioso lavorare col caldo sole di ieri che si è riflesso sui nostri schermi per quasi tutta la partita. Lo scorso anno, poi, analogo trattamento, nonostante fossimo arrivati per primi in tribuna stampa, dalla quale venimmo allontanati, unici tra tutti i presenti, quando i giornalisti di Pisa e di Grosseto giunsero a gremire i posti disponibili. A questi due episodi, ci sarebbe da aggiungerne un terzo, ai tempi della presidenza di Covarelli, ma il presidente Battini non può certo rispondere di un fatto lontano ormai sei anni (Serie B 2008-09). Comunque sia, pensiamo che non possano esistere queste distinzioni tra giornalisti di Pisa e di Grosseto e soprattutto tra chi lavora per la carta stampata, le tv e la radio da una parte e noi del web dall’altra. Inoltre, ci teniamo a far sapere che una cosa del genere non ci è mai capitata altrove, sintomo che il problema è lì a Pisa, dove, evidentemente, si concedono troppi accrediti stampa, superiori a livello numerico ai posti a sedere. In tutta onestà, a Grosseto una cosa del genere non è mai accaduta e, pur non essendoci posti assegnati, tutti i giornalisti accreditati lavorano fianco a fianco, senza distinzione di sorta. Proprio per questo, con grande rammarico e con tutta la simpatia e tutto il rispetto possibili che nutriamo verso Pisa, il Pisa e la tifoseria nerazzurra, siamo stati costretti a denunciare una situazione assolutamente anomala che, ci auguriamo, non si ripeterà più, perché umiliante e ingiustificata nei confronti di chi deve fare il lavoro di giornalista.

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Yuri Galgani

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. Si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro e dalla passata stagione segue la Serie D. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell'Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport.

Commenti

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  • Forse i colleghi di Pisa, fosse anchevsolo per solidarieta, dovrebbero scrivere loro due righe, anzi piu di due, su queste due brutte questioni.
    L’episodio violento è bruttissimo, ma a volte l’ho visto accadere anche da noi,pur senza schiaffi. In momenti di rabbia puo succedere dappertutto. Certamente vanno fustigati i protagonisti, in modo deciso e pesante.
    L’altro problema invece è nato a freddo, in modo razionale, scientifico, precostituito. Quindi una discriminazione bella e buona, fra l’altro reiterata e ad personam, che merita una protesta ufficiale attraverso l’Ordine dei giornalisti, secondo me.

    • Condivido pienamente il fatto di dover denunciare simili atteggiamenti che con lo sport non c’entrano nulla ma vorrei sottolineare che spesso viene “colpevolizzato” il tifo colorito delle curve quando invece ci sono situazioni nelle tribune ben peggiori! Sono piu’ 25 anni che seguo il Grosseto in curva e quest’anno per esigenze personali sono collocato in Tribuna Sud, quella tanto per capirci dove ospita le famiglie,mogli fidanzate figli etc etc delle squadre avversarie e devo dire che se uno non è dotato di un minimo controllo e di sale in zucca è facile venire a diverbi e discussioni perché credetemi di rispetto in casa altrui non se ne vede neanche l’ombra e la fanno da padroni! Le curve si dividono ma anche le tribune non dovrebbero,purtroppo,essere da meno!

  • In un tempo come quello che viviamo,ormai,non ci si può’ piu’ fare meraviglia di niente.Sono episodi che non meritano nemmeno di essere commentati,perché’ una cosa e’ il tifo sportivo e un’altra la maleducazione e la violenza fisica verificatasi allo stadio di Pisa.Sono stati spesi fiumi di parole per stigmatizzare queste situazioni,ma purtroppo la violenza la fa da padrona in tutti i campi.Le istituzioni,una volta per sempre dovrebbero punire severamente tutto ciò’ che è prevaricazione ed ingiustizia se vogliamo che questa società’ torni a ritrovare certi valori morali che si sono anime’ perduti per troppo lassismo.

  • Non passate da dementi! Trovate loro un bel posticino al ritorno, facendoglielo notare! Per i gesti in tribuna, da ripetere solo ai diretti responsabili…
























Il CalcioMercato di Gs










 

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