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Roselle: tra futuro e impianti sportivi, il calcio grossetano passerà da qui?

Galgani intervista patron Ceri

Roselle. Dopo la sconfitta contro il Fabriano Cerreto, che è costata l’accesso alla finale per gli spareggi in Serie D, il Roselle ha iniziato a lavorare per la prossima stagione.

La società termale secondo molti potrebbe rappresentare il prossimo Grosseto, ma in questo caso non ci sono prese di posizioni ufficiali da parte della presidenza, anche se sarebbe una soluzione e un’opzione molto gradite sia all’amministrazione comunale sia ai tifosi che vedono nella famiglia Ceri il miglior futuro per il calcio a Grosseto.

Sicuramente potrebbero arrivare molti cambiamenti nell’attuale rosa, anche se poi qualsiasi tipo di mercato dipenderà dall’evolversi della situazione come sopra vi abbiamo descritto.

Inoltre, c’è l’altro capitolo legato al nuovo centro sportivo di Roselle che sta andando comunque avanti. Insomma, di carne al fuoco ce n’è abbastanza e siamo sicuri che nella prossima settimana anche il futuro sarà molto più chiaro e nitido.

Nel frattempo i tifosi biancorossi rimangono alla finestra con la speranza che arrivino buone nuove.


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Fabio Lombardi

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

Commenti

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  • Mi sembra il segreto di Pulcinella. Che il Roselle diventerà US Grosseto oramai lo sanno tutti e d’altra parte non ci sono alternative: o bere o affogare e in Comune non vogliono certamente affogare. Certo che per giocare con la maglia biancorossa occorrono giocatori di ben altro spessore, anche perchè l’Eccellenza la devi vincere a cazzo ritto. Quindi, dell’attuale rosa del Roselle credo ne rimarrano pochi, quanti ? 5/6 forse non di più. Sai in promozione che bel rimescolio che viene fuori.

  • Dopo quello che è successo dall’estate scorsa in poi è giocoforza accontentarsi di qualunque cosa, a patto che esista un progetto serio. Certo è che sarà abbastanza deprimente – con tutto il rispetto – affrontare avversari che si chiamano Gambassi Terme, Larcianese e San Marco Avenza per una realtà che solo pochi anni fa se la vedeva con Torino, Bologna e Atalanta. Non sarà facile trovare quel minimo di entusiasmo indispensabile per andare allo stadio. Ci proverò, penso che lo farò e spero che lo facciano in tanti.

      • Non sono d’accordo. Tranne realtà particolari, nel calcio di oggi gli spettatori sono commisurati al livello e ai risultati della squadra. Quando eravamo in B e andavamo bene, allo stadio le presenze si aggiravano sulle 4/5000, cioè sostanzialmente in linea con le realtà medio-piccole della serie cadetta. Negli ultimi quattro anni il calcio grossetano è crollato a precipizio e con esso inevitabilmente e proporzionalmente gli spettatori. Se poi si parte dal presupposto che per Grosseto la dimensione giusta è l’Eccellenza, allora tanto vale la domenica andare a cercare funghi o asparagi…io la vedo così.

        • A parte il fatto che anche in serie B in 4/5000 allo stadio siamo stati poche volte, o hai la fortuna di trovare un imprenditore come Camilli, o la tua dimensione non può che essere data dal contesto socio economico di riferimento. Riguardo a questo, caro Sesto, non puoi non tener conto che come reddito medio procapite siamo il fanalino di coda a livello regionale, che i dati economici ci dicono che noi siamo molto più simili alla Grecia che non alla Germania, siamo poco più di 228.000 persone, con una età media altissima, su un territorio enorme e con una viabilità da terzo mondo. Perciò credo proprio che la nostra giusta dimensione sia la serie D, nella quale torneremo dopo aver vinto il campionato di Eccellenza.

          • Cosa c’entra il reddito pro capite con la categoria. A gavorrano allora che dovrebbero dire.
            I tifosi che pagano l’abbonamento vogliono e sperano sempre il meglio dalla loro squadra, quindi minimo lega pro e poi perché non un domani anche serie b?

            Stai a vedere che ora bisogna stare tutti zitti e muti?!

          • Non volermene Massi, ma alcune tue affermazioni non quadrano, fermo restando che l’attuale situazione socioeconomica di Grosseto non è soddisfacente nè tantomeno entusiasmante. Vorrei segnalare anzitutto che a livello regionale non siamo il fanalino di coda, in quanto Massa ha un reddito pro-capite inferiore e Pistoia praticamente identico al nostro, mentre sul piano nazionale mi sembra importante che da una recente e qualificata ricerca la provincia di Grosseto si collochi al 30esimo posto per qualità della vita, vale a dire in una posizione medio alta. Detto ciò, terrei presente il fatto che non sempre il livello calcistico va di pari passo con quello economico, altrimenti come spiegare i “casi” Frosinone, Benevento e Crotone?. Si tratta di centri molto più piccoli di Grosseto e dl realtà economiche assai più depresse della nostra, che risulta come reddito pur sempre al di sopra della media nazionale. I calabresi addirittura vengono sistematicamente indicati come maglia nera assoluta stando a tutti gli indicatori. Insomma Grosseto rispetto a Crotone è…Parigi e non mi risulta che il Crotone militi in Eccellenza nè in serie D.

  • A Gavorrano hanno Mansi, l’equivalente di quello che Camilli ha rapprrsentato per noi. E Mansi da persona inteligente si è guardato bene di confondersi con noi, con gente che pensa “minimo la lega pro e poi la B”. Un accalorato invito a Mario e Simone “mandateli a vedere la lll categoria”.

    • Massi io la penso come te. Questa gente sarebbe capace anche di contestare perché non arrivano giocatori forti e quindi magari non fai 102 punti su 102 disponibili

  • Caro Sesto hai perfettamente ragione, mi sono sbagliato Grosseto non è fanalino di coda per reddito procapite, ma per PIL procapite. In ogni caso, come reddito procapite siamo 71°. Te mi parli di Frosinone, Crotone e Benevento, certo anche loro non saranno realtà economicamente esaltanti, ma c’è un piccolo particolare che ti sfugge: chi sono i loro presidenti. Se vai a vedere si tratti di imprenditori di un certo livello. Stirpe (non Sirpe) presidente del Frosinone, se non sbaglio, è a capo di un gruppo industriale con circa 2.500 dipendenti, e i presidenti delle altre 2 squadre citate non sono da meno di lui. Noi chi abbiamo ? Pensa a quello che è il panorama dell’impreditoria grossetana. O Dio! un imprenditore (venuto da fuori) con i necessari attributi lo avevamo, ma qualcuno l’ha mandato via e ora, come pronosticato da quel signore, ci ciucciamo la pera. Forse è bene che ci si renda conto di quella che è la nostra attuale dimensione, che poi, a ben guardare, è quella in cui ci trovò Camilli. Basta avere un pò di memoria e di lucidità di analisi. Ti lascio, dicendoti che secondo il mio parere, oggi, siamo anche fortunati, perchè pensa se non c’era il Roselle, che si faceva? Io a settembre me ne vado a vedere – e anche con tanto entusiasmo – il Grosseto dei Grossetani.

    • Prescindendo dalle dalle disquisizioni e dalle graduatorie di carattere socioeconomico, che lasciano il tempo che trovano, io intendevo soltanto sottolineare che, se è vero che Grosseto non è Milano, è altrettanto vero che non è neanche Canicattì e che non raramente anche realtà molto modeste sul piano demografico ed economico riescono ad emergere calcisticamente fino alla massima categoria (vedi il caso freschissimo di Benevento), ragion per cui voglio illudermi, o meglio sognare, che un giorno – ovviamente non vicinissimo – anche a Grosseto si possa rivedere calcio importante. Sinceramente trovo riduttivo e umiliante pensare che per noi non esistano orizzonti diversi Eccellenza e serie D, fermo restando che chi (come me) segue il Grifone da vari decenni ha in un certo senso l’ “obbligo” morale di sostenerlo anche quando come adesso si trova a livelli men che mediocri, sempre che esista un progetto vero e delineato, cosa che evidentemente non è accaduta nell’ultima stagione, nella quale non a caso il sottoscritto si è guardato bene dal seguire le “gesta” del cosiddetto F.C. Grosseto.



















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