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Inchiesta Gs: con i giovani in Serie D non si vincono i campionati

Ropolo pronto a battere una punizione. Davanti a lui Cretella

Grosseto. Come oramai è noto la Lega di Serie D spinge molto per far esordire e giocare giovani nei propri campionati e negli ultimi anni stila una vera e propria classifica speciale denominata “D Valore”.
GrossetoSport però è andata a confrontare i punteggi e le posizioni delle squadre di questa graduatoria con quelle ufficiali, che poi sono quelle che contano davvero, dei vari gironi.
Il confronto è impietoso: nei nove raggruppamenti solamente forse solo quello “A” potrebbe vedere una vincitrice del campionato che fa uso in abbondanza di giovani calciatori. Infatti il Cuneo con 63 punti (due in più di Borgosesia e tre sul Varese) è anche al terzo posto nella graduatoria “D Valore”.
I dati naturalmente sono aggiornati al 4 di aprile, ultimo dato disponibile reso dalla Lega di Serie D.
In tutti gli altri gironi invece non c’è nessuna diretta incidenza tra le due graduatorie e stesso discorso vale per la Coppa Italia, vinta dal Villabiagio.
Insomma se si vuol vincere ci vuole l’usato sicuro…



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Classifica Campionato Classifica “D Valore”
Cuneo 63
Borgosesia61
Varese 60
Borgosesia
Oltrepovoghera
Cuneo
Monza Ponte S.P.Isola
Ciserano
Lecco
Mestre Montebelluna
U.Feltre
Belluno
Ravenna Ribelle
Scandicci
Poggibonsi
Gavorrano Argentina
Finale
Viareggio
Fermana San Nicolo Teramo
Jesina
Alfonsine
Arzachena 71
Monterosi 70
Rieti 68
ViviAlt.
Ostia Mare
Torres
Bisceglie 71
Trastevere 70
Agropoli
Anzio
Città di Ciampino
Sicula Leonzio Aversa Normanna
Pomigliano
Sancataldese



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Fabio Lombardi

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

Commenti

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  • Nello sport in generale, non solo nel calcio, estremizzare un concetto e’ sbagliato. Non si puo’ dire che con i giovani non si vince; intanto si vince con i giovani bravi che pero’, per crescere bene, hanno bisogno di esempi sia tecnici che tattici, ma soprattutto mentali. La famosa gestione di una partita non si fa andando sempre a mille, ma capendo quando e’ il momento di affondare e quello di temporaggiare. E’ vero che per insegnare ci sono gli allenatori, ma avere accanto un compagno di squadra che ti aiuta nella gestione dei movimenti e dei “momenti” e’ fondamentale. Chi vince il campionato non sempre e’ chi gioca meglio, ma chi riesce ad essere piu’ continuo. La freschezza, l’incoscienza e l’imprevedibilita’ dei giovani sono un tesoro che pero’ va veicolato e fatto crescere, non deve essere bruciato in pochi attimi. Per questo chi vuol “provare a vincere” si affida a giocatori di esperienza affiancandoli a bravi giovani (se non mi sbaglio, nel caso del Gavorrano ad esempio, a parte Boccardi e Di Iorio che provengono comunque dall’ex vivaio professionisti del Grosseto, gli altri, molto bravi, hanno trascorsi con Empoli e Fiorentina… ed anche il Roselle sta beneficiando degli ultimi giovani rimasti dell’ex vivaio unionista e l’ultimo giovane arriva dal Livorno). … il mix tra giocatori giovani ed esperti e’ la ricetta ideale! Questo vale in tutte le categorie dalla seria A ai dilettanti. Pero’, per far capire perche’ tante squadre si affidano a giocatori esperti per vincere basterebbe riflettere sul seguente argomento…QUANTI DEI GIOVANI “FUORIQUOTA” CONTINUANO A GIOCARE NELLA STESSA CATEGORIA FINITO IL LORO “STATUS”???








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