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Keko: “A Grosseto un gruppo fantastico”

by Fabio Lombardi | Posted on lunedì, febbraio 20th, 2012

GROSSETO. Che Keko avesse un ottimo feeling con il biancorosso è certamente risaputo, dato che è cresciuto nella squadra per cui ha sempre tifato fin da piccolo, l’Atletico Madrid.
Ed adesso a Grosseto vuol dimostrare il suo valore per potersi affermare a livello internazionale.

Keko, cominciamo a parlare del suo passato. Lei ha avuto la fortuna e la bravura di indossare la maglia della squadra per cui tifa fin da piccolo….

Nella foto Keko in allenamento

“Per me è stato come un sogno. A livello internazionale tutti conoscono il Real, ma a Madrid ci sono molti tifosi dell’Atletico. Quando entri al Vicente Calderon con uno stadio quasi sempre esaurito con 55 mila spettatori provi grandi emozioni e comprendi la passione dei colchoneros”.

Lei è arrivato a raggiungere il suo sogno, poi ha deciso di approdare in Italia, cosa è successo?

“Mi ha fatto molto piacere che una squadra della serie A italiana mi abbia cercato e quindi con i miei ho deciso di provare questa nuova avventura che mi farà solo crescere sia come giocatore che come persona”.

La cosa più difficile, forse è stata non trovare spazio e decidere di scendere in B?

“Sinceramente all’inizio non è stato facile poi ci ho riflettutto attentamente. In fondo sono ancora molto giovane e devo farmi le ossa e la gavetta. Per questo motivo ho accettato Grosseto e sono stato fortunato una squadra e un gruppo fantastico e spero di conquistare nuovamente prima la maglia del Catania e poi quella dell’Atletico”.

A Grosseto si sta ritagliando uno spazio, nonostante la tanta concorrenza, ma si sta facendo rispettare….

“Davanti siamo tanti e abbiamo anche tanta qualità. Qui non ci sono gerarchie, non è detto che se scendi dalla serie A o hai maggiore esperienza hai il posto assicurato. Ogni settimana devi lottare in allenamento e conquistarti la maglia da titolare.”

Tutto bene, però adesso deve arrivare anche il primo goal…

“Noi attaccanti viviamo per il goal, io ne vorrei fare sempre due o tre, ma vieni prima la squadra e capita come è successo sabato che ti devi sacrificare per i tuoi compagni e non solo attaccare, ma anche difendere e rincorrere l’avversario”.

 

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Pubblicista dal marzo 2008, specializzato nel calcio dilettantistico e nel mercato.

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