Verso il Centenario – le leggende biancorosse: Carlo Pucci, il Capitano
Grossetano doc, Carlo Pucci è rimasto il giocatore unionista con più presenze (259), visto che chi lo precede nella classifica di tutti i tempi, ovvero Carlo Zecchini, purtroppo non è più con noi. Dire quindi che Pucci è una leggenda biancorossa vivente è veramente appropriato. Nato nel capoluogo maremmano il 17 aprile 1931, il Capitano (scritto proprio con la C maiuscola) è cresciuto nel settore giovanile unionista, fino a quando non ha esordito in Serie C, poco più che diciottenne, in Sambenedettese-Grosseto 3 a 0, il 3 luglio 1949, ultima partita della stagione. In pratica, fatta eccezione per il campionato 1952-53 disputato ad Avellino (in IV Serie) durante il servizio militare, il buon Carlo ha sempre vestito il biancorosso fino al momento del ritiro, avvenuto nel 1959-60, dopo 259 presenze e 4 reti. Certo, quel Grifone non è stato il massimo e ha vivacchiato tra Serie C, IV Serie e Promozione, con svariate retrocessioni ed alcuni ripescaggi. Se non altro, dal 1955-56 è diventato presidente Mario Ferri (rimasto in carica fino al 1978, ndr), ma il Grosseto ha ritrovato la Serie C (perduta nel 1950-51) soltanto nel 1960-61, ovvero un anno dopo il ritiro di Pucci. Schierato in difesa a fianco di Ferrini e davanti a Benedetti (il portiere calcia-rigori), il grossetano ha avuto la fortuna di vedere all’opera due giocatori straordinari come Benini e Bartolini (colonne anche del Livorno e ad un passo dal trasferimento al Milan, affare poi saltato a cose già fatte, ndr) e non ha mai dimenticato la beffa subita contro il Pisa nell’ultima giornata del campionato di Promozione del 1956-57. Quel giorno, infatti, i nerazzurri, secondi a quota 49 punti e preceduti dal Grosseto a 50, hanno battuto i biancorossi e si sono aggiudicati il campionato. Pucci, però, ci ha raccontato la sua versione, che comprende il tentativo di combine propostogli in cambio di tanti soldi, il suo rifiuto deciso e il dubbio che un suo compagno possa non aver fatto altrettanto. Ad ogni modo, una volta smesso di giocare, Carlo è stato allenatore in seconda del Grosseto, ma ha anche intrapreso una brillante carriera dirigenziale all’interno del Coni, diventando vice-presidente provinciale, carica che ricopre ancora oggi. Sempre presente sugli spalti dello Zecchini, l’ex-giocatore unionista nel 2011 è stato premiato dal Coni regionale con un riconoscimento speciale per l’attaccamento avuto verso i colori biancorossi, un amore così forte che gli ha fatto rifiutare le proposte di altri club durante la carriera agonistica.
Il Grosseto targato Camilli è ormai una realtà consolidata della cadetteria. Il suo, invece, la B l’ha sfiorata e persa a causa del Giro d’Italia. Vuole ricordare l’episodio?
<<Eravamo in ritiro a Montecatini e dovevamo recarci a Prato per un incontro importantissimo, uno di quelli che valgono una stagione. I lanieri, infatti, stavano giocandosi la B con noi e la Carrarese. Noi avevamo uno squadrone con gente del calibro di Bartolini, Benini, Fuzessy, Sipos e tanti altri. Ebbene, giunti nelle vicinanze di Prato siamo stati fermati per far passare la carovana del Giro d’Italia. Una sosta lunghissima. Il risultato è stato che siamo arrivati allo stadio oltre il periodo di comporto, cosicché abbiamo rimediato una sconfitta a tavolino che ci è costata la promozione in B. Un gran peccato>>.
Del famoso testa a testa col Pisa nel campionato di Promozione 56-57, invece, cosa può dirci?
<<Ricordo che è stato un campionato tiratissimo, giocato punto su punto, tra noi e il Pisa. Guardi, visto che sono passati così tanti anni, le voglio raccontare un aneddoto. Ebbene, alla vigilia della partita decisiva contro i cugini nerazzurri, noi eravamo primi a 50 punti, loro, invece, secondi a 49. Tutte le altre avversarie, invece, erano staccatissime, ma la sorte beffarda ha voluto che la partita decisiva cadesse proprio nell’ultima giornata di campionato e, per di più, all’Arena Garibaldi. Insomma, a noi sarebbe bastato un pareggio. Curiosamente, però, durante la settimana che precedeva il match clou, sono stato convocato in un ufficio cittadino, dove una persona mi ha offerto dei soldi per far vincere il Pisa. Mi creda, una cifra consistente, soprattutto per il tempo. Beh, non solo non ho accettato, ma la mia reazione di sdegno ha sorpreso e spiazzato il mio interlocutore. Tuttavia, una volta in campo, abbiamo perso 1 a 0 su un vero e proprio gol fasullo ossia su una papera del portiere Facci, uscito letteralmente a farfalle. Il fatto è che quel compagno l’anno seguente ha smesso di giocare e pare che nel dopo partita sia stato visto cambiare una grossa cifra di denaro. Insomma, sono rimasto con un dubbio che è quasi una certezza>>.
Chi è stato il compagno più forte con cui ha giocato?
<<Ne cito due: Bartolini e Benini, davvero di un’altra categoria>>.
Che presidente è stato Ferri?
<<E’ stato una gran brava persona. Lo ricordo assai gentile e molto corretto. Ci ha sempre seguito con attenzione. Ferri, da grossetano vero, ha amato profondamente il Grifone e l’ha sempre fatto in maniera disinteressata. Ora che ci penso, conservo una foto nella quale noi giocatori siamo tutti in fila e lui mi abbraccia. In tale occasione mi ha dato anche una medaglia d’oro, che, purtroppo, poi, mi è stata rubata>>.
Che Grosseto è stato quello dei suoi tempi?
<<Non possiamo paragonarlo a quello attuale, ci mancherebbe! Diciamo che abbiamo attraversato alti e bassi, ma il campionato 1956-57, quello di cui ho parlato prima, è stato davvero avvincente>>.
Che portiere è stato Pietro Benedetti?
<<Uno dei migliori tra quelli che ho visto passare in tutti questi anni a Grosseto. Proveniente dalla Roma (dove ha giocato 7 volte in Serie A nel 1949-50, ndr), a Grosseto ha dimostrato tutto il suo valore. La sua particolarità era quella di essere bravo, non solo in porta, ma anche a battere i rigori (81 presenze e 9 reti segnate, tutte dal dischetto). In un derby contro il Ribolla, però, gli pararono un penalty e lui tornò in tutta fretta verso la sua porta per evitare il gol. La sua carriera è stata condizionata dalla commozione cerebrale rimediata da giovanissimo e causata da un calcio in testa>>.
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| Carlo Pucci in biancorosso | |||
| Grosseto, 17 aprile 1931 | |||
| stagione | serie | presenze | reti |
| 1948-49 | Serie C Centro-Sud gir. A | 1 | 0 |
| 1949-50 | Serie C gir. C | 2 | 0 |
| 1950-51 | Serie C gir. C | 38 | 0 |
| 1951-52 | Promozione gir. H | 31 | 0 |
| 1953-54 | IV Serie gir. F | 21 | 0 |
| 1954-55 | IV Serie gir. F | 31 | 4 |
| 1955-56 | Promozione gir. C | 29 | 0 |
| 1956-57 | Promozione gir. C | 30 | 0 |
| 1957-58 | IV Serie II Serie gir. F | 30 | 0 |
| 1958-59 | IV Serie gir. E | 29 | 0 |
| 1959-60 | Serie D gir. D | 17 | 0 |
| totale | totale | ||
| 259 | 4 | ||






















