Viareggio Cup, Successo viola a Follonica
FIORENTINA: Svedkauskas, Bittante, Rozzio, Alan, Ashong, Agyei, Panatti, Acosty, Campanharo, Matos (67′ Gondo), Zohore (75′ Baccarin). A disposizione: Lezzerini, Barbero, Bernardeschi, Biondi, Cenciarelli, Fossati, Magheri. All. Semplici.
CESENA: Tonti, L. Arrigoni, Paolini, Vesi, Turci, T. Arrigoni, Grassi, Vandi, Lolli (62′ Filippi), Matei (81′ Cica), Sensi. A disposizione: Catalan, Ginnix, Folegatti, Urso, Sottile, Brisigotti, Canini. All. Giordani.
Arbitro: Boggi di Salerno, assistenti Annunziata di Torre Annunziata e Scala di Torre del Greco.
RETI: 84′ Canpanharo (R).
Note: espulsi Urso (C), Gondo (F),
Follonica. Davanti ad una buona cornice di pubblico, stimato in oltre 400 persone, la Fiorentina ha battuto un discreto Cesena al termine di una partita non facile per i ragazzi di Leonardo Semplici che hanno faticato non poco a trovare il gol.
La squadra gigliata è rimasta forse condizionata dal terreno di gioco, non certo soffice come alcuni campi della serie A ma molto più consono al calcio di certi orti adattati a campi sportivi che si vedono nelle categorie inferiori o giovanili, e non ha saputo esprimere al meglio le proprie capacità: a spiccare in positivo è stato Acosty, ma anche Campanharo autore del gol che è valso il successo all’84° in favore della Fiorentina.
Nel Cesena è piaciuto il portiere Tonti che ha sventato in più occasioni i pericoli che venivano dall’attacco fiorentino, ma qualcosa di buono si è visto anche dal giovane cesenate Matei che ha cercato di vivacizzare la manovra bianconera.
Non è stata una partita bella da vedersi, con un Cesena ordinato e quasi scolastico nel cercare di frenare gli avversari oggettivamente più forti ed una Fiorentina che non ha saputo imporsi nel primo tempo quando avrebbe potuto dare una svolta al match a proprio favore: la punta Zohore (Danese di origine Ivoriana) è sembrata più a suo agio con la testa che con i piedi, sprecando molte delle palle che piovevano dai piedi di Acosty.
Nella ripresa si è visto qualcosa in più da parte della squadra di Semplici, che ha effettuato alcuni cambi efficaci, ma a salire in cattedra è stato l’arbitro salernitano Boggi (Figlio d’arte) che si è erto a protagonista sventolando cartellini in gran quantità e rendendo di conseguenza la partita sempre più nervosa.
A pochi minuti dalla fine il viola Baccarin era atterrato in area, Boggi fischiava il penalty che veniva insaccato dal promettente Campanharo che regalava il successo e la qualificazione alla Fiorentina.
Per noi maremmani, però, la curiosità era tutta nel vedere Mirko Barbero: il figlio del grande Eduardo, stella argentina del Grosseto negli anni 80, infatti fa parte della rosa della Fiorentina nel campionato Primavera e partecipa di conseguenza alla Viareggio Cup con la propria squadra.
Non è il primo maremmano a partecipare alla Coppa Carnevale (Si ricorda il portiere Bistazzoni a fine anni Settanta ed anche Fausto Rossini con l’Atalanta), ma l’emozione di vedere un figlio della nostra terra calcare quello che è un autentico Mondiale per Club a livello giovanile dà sempre una punta di orgoglio, anche se ci fa sentire “attempati” a tutti noi che ci siamo emozionati con i gol di suo padre.
Mirko Barbero è ancora agli inizi di una scalata che gli auguriamo essere sempre più ricca di soddisfazioni e di successi, ma prendiamo l’occasione per ricordare come grazie al “Viareggio” siano passati dalla Maremma giovanissimi calciatori che rispondevano al nome di Blasi, Sforzini, Caparco, Giallombardo, Anania, Fausto Rossini ed anche tecnici come Claudio Cesare Prandelli, attuale C.T. azzurro: raramente il “Viareggio” tradisce e siamo certi che anche dei protagonisti della sfida odierna se ne sentirà parlare in futuro, statene certi.




















