Esclusiva Gs – Luciano Camilli: “E’ venuta l’ora di ricompattare l’ambiente”
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Grotte di Castro (Vt). Nonostante il freddo pungente, dopo gli allenamenti pomeridiani effettuati con la Castrense, Luciano, il più piccolo dei Camilli, ha accettato di parlare a ruota libera del Grosseto, di suo padre e di tutto quello che sta avvenendo intorno al mondo unionista.
Allora, Luciano, come giudichi il mercato invernale del Grosseto?
<<Direi assolutamente positivo. Jadid è stata la classica ciliegina sulla torta, ma anche gli altri nuovi arrivi sono molto interessanti. Calderoni, che è un ’89, ha tutto per fare bene. Esposito, poi, potrebbe essere una piacevolissima sorpresa, ma molto dipenderà da lui. Quel che è certo è che il ragazzo di scuola Juve ha delle grandi potenzialità, ma mi dicono che abbia pure un bel caratterino. Inoltre, mi sembrano ottimi Viotti e Misuraca, entrambi nazionali under 21. Curiale, invece, è sempre giovane e in Prima Divisione Pro ha fatto davvero bene. Logicamente, non mi sono dimenticato né di Sciacca né di Keko, arrivati a Grosseto dal Catania con ottime credenziali>>.
Jadid a parte, molti giovani, no?
<<Certo, è la nuova politica voluta da mio padre: giovani di valore, contornati, quando è possibile, da giocatori di esperienza. Il calcio, d’altronde, è cambiato e non è più tollerabile, né accettabile moralmente, pagare certe cifre per determinati elementi. Oltretutto, se pensi alla partita di Verona, non puoi non concordare con me se dico che Asante, uno dei nostri giovani di valore insieme a Crimi e Ronaldo, è stato uno dei migliori in campo. Ecco, qualcuno dovrebbe spiegarmi perché Asante non debba giocare con più continuità. Su Crimi, invece, mi sembra persino superfluo soffermarmi, visto che, da quando è qui, è arrivato in Nazionale under 21. A fine anno, poi, valuteremo i contratti in scadenza, che sono molti, ma è una scelta voluta per non gravare troppo sul bilancio. Inoltre, crediamo che ogni due o tre anni sia giusto rivoluzionare la rosa per creare sempre nuovi stimoli>>.
Cordova e Sestu sono stati trattati o no?
<<Sì, sono stati trattati. Cordova, però, ci ha chiesto una cifra inaccettabile, sia per il nostro budget che per la sua età. Si fosse accontentato di somme molto più basse, oggi sarebbe tornato in biancorosso. Sestu, invece, non è voluto venire per motivi personali>>.
Quindi, se non ho capito male, esiste un “Progetto Grosseto”, vero?
<<Sì, esatto. L’indirizzo voluto da mio babbo consiste, come ho detto, nel prendere giovani davvero validi per lanciarli definitivamente, cercando di guadagnarci sopra. Questa è l’unica politica percorribile da una piccola società come il Grosseto. Non siamo, ad esempio, il Torino di Cairo, che sborsa cifre importanti per giocatori di fama>>.
In pratica, un qualcosa di simile all’Empoli?
<<Beh, loro hanno già un vivaio importante e da lì, via via, pescano qualche elemento, che poi rivendono dopo un’adeguata valorizzazione. Per esempio, i nomi di Baiano, Montella e Di Natale ti dicono niente? Inoltre, intorno ad Empoli c’è la possibilità di scegliere diversi ragazzi, perché quella è una zona densamente popolata. Noi, al contrario, non avendo strutture adeguate, non possiamo lavorare a livello giovanile come vorremmo e, per questo, siamo costretti ad andare a pescare lontano da Grosseto. D’altronde, a livello provinciale non ci sono grandi talenti. L’unico giocatore uscito dal nostro vivaio è stato Asante>>.
Secondo te, perché c’è così poca gente allo stadio?
<<Non è facile darti una risposta esauriente ed esaustiva in così poco spazio, ma posso dirti che molte delle giustificazioni che ho sentito mi sembrano facilmente criticabili. Ti faccio un esempio: ci accusano di tenere i prezzi troppo alti e di non fare una politica per le famiglie. Ebbene, ma quando mio padre, in C1, dove lottavamo sempre per vincere il campionato, ha messo in atto delle agevolazioni per i pensionati, i diversamente abili e le donne, quanta gente in più è venuta allo stadio? Pochissima. In B, invece, tra lo scorso anno e adesso abbiamo mantenuto gli stessi prezzi, ma il risultato non è cambiato>>.
Quindi?
<<Quindi non può essere colpa di Camilli se c’è meno gente allo stadio! Questo non significa che, magari in futuro, non si possano studiare delle forme ulteriori per incentivare i grossetani a venire allo Zecchini, ma, lasciamelo sottolineare, temo che molti tifosi si siano abituati male>>.
Ci può stare, ma questo è “colpa” di tuo padre, che ha portato il Grosseto tanto in alto.
<<E’ una “colpa” di cui va fiero, visto che nessuno, prima di lui ha fatto tanto. Eppure, quando vado allo stadio, sento dei commenti allucinanti. C’è gente che crede realmente che il Grosseto, visto che è arrivato in B, debba salire per forza in A! No, dico, ma scherziamo? La Serie B è un bellissimo campionato, nel quale, in questi cinque anni, ci siamo tolti delle soddisfazioni enormi. A volte giocando bene, a volte meno, ma sai quante piazze con tradizione calcistica vorrebbero essere al posto nostro? Pensa a Pisa, Lucca ed Avellino, dove le rispettive società sono fallite e sono state costrette a ripartire da capo. Altrimenti, potrei citarti Pistoia, Messina ed Arezzo. Il Messina, in particolare, che rappresenta una città molto grande, è passato in pochissimi anni dalla Serie A alla D e, credimi, firmerebbero in bianco per essere in B>>.
Sostieni che i grossetani siano incontentabili?
<<Non esattamente. Mi chiedo solo dove possano essere finiti i 5.000 spettatori di Grosseto-Poggibonsi, match di Serie D. Insomma, per un derby campanilistico così tanta gente, nonostante una categoria ben inferiore alla B, poi, magari, 366 spettatori paganti per Grosseto-Albinoleffe giocata tra i cadetti>>.
Effettivamente…
<<Ti dirò di più. Quando mio padre si arrabbia e accusa la città di scarso attaccamento alla squadra, perché ci deve sempre essere qualcuno che si offende? E’ un dato di fatto: Grosseto nello sport vive di momenti e di mode. Penso a pochi anni fa, quando ci sono state 8.000 persone per Grosseto-Florentia Viola (cioè la Fiorentina) in C2! In B, eppure, abbiamo sempre fatto una bella figura, fermando o battendo squadre come il Lecce, il Bologna, il Parma, il Chievo, il Torino e l’Atalanta. Abbiamo addirittura sfiorato la A e se non siamo saliti non è stato certo per colpa nostra, mi pare evidente. Il paese dove vivo, Grotte di Castro, conta meno di 3.000 abitanti, ma in proporzione, alle partite di Prima Categoria ci sono molti più paganti che a Grosseto. Quando con la Castrense abbiamo vinto a Roma la Coppa Lazio d’Eccellenza c’erano circa mille mie compaesani! A Grosseto, invece, sembra che giocare stabilmente in B ed essere davanti a squadre come Samp, Livorno, Empoli e tante altre ancora sia una cosa normale, ma non è così! C’è sempre un motivo per contestare le scelte di mio padre, quelle degli allenatori del momento e così via dicendo>>.
Non nego che ci siano voci critiche, ma mi pare che sia una cosa normale. D’altronde, chi paga il biglietto si sente in diritto di esprimere il proprio pensiero.
<<Per carità! Mica dico che uno spettatore non possa criticare o fischiare, evidenzio solamente che questo clima di sfiducia generalizzata si riflette su tutto l’ambiente. Scusa, ma se un giocatore scende in campo e, al primo passaggio sbagliato, i proprio tifosi lo ricoprono di mugugni o di fischi, secondo te, come può sentirsi? Ad ogni modo, ti chiedo: a chi giova fischiare anziché sostenere la propria squadra durante la partita? Secondo me, se un tifoso è insoddisfatto, può tranquillamente fischiare, ma a fine partita, mica durante i novanta minuti! Magari, poi, quegli stessi che hanno fischiato durante il match, accusando i giocatori di scarso impegno, li trovano fuori dallo stadio e stanno zitti, perché Grosseto è una città tranquilla, fin troppo direi. Sai cosa è successo a Schiattarella a Livorno, vero? Beh, mica c’è bisogno di arrivare a tanto, ma, secondo la mia opinione, è inaccettabile non sostenere la squadra durante i novanta minuti e far credere ai giocatori che non si impegnano di essere venuti qui in villeggiatura. Insomma, vorrei, anzi vorremmo, una tifoseria davvero passionale, attaccata alla maglia e al presidente che ha saputo portare il club a questi livelli. I giocatori passano, il Grosseto resta. Ribadisco, sperando di essere chiaro, che noi Camilli e sottolineo noi, al Grosseto teniamo tantissimo. Quando siamo arrivati qui, c’erano solo debiti. Da soli, però, sudandoci ogni risultato, abbiamo reso questo club un modello. Abbiamo dei bilanci che tutti ci invidiano. Non abbiamo debiti. Paghiamo tutti regolarmente. L’abbiamo dimostrato negli anni, con i fatti, che siamo gente seria e capace, mentre alcuni detrattori di mio padre, invece, hanno saputo solo criticare qualsiasi sua decisione. Il Comandante, come lo chiamate voi, non è infallibile, ma anche quando sbaglia, lo fa con la massima buona fede. Certo, il calcio a questi livelli ha dei costi importanti, che sosteniamo per intero noi, per cui è giusto ragionare in termini aziendali, sapendo chiaramente quanto si può spendere, cosa privilegiare ed altro>>.
A quale critiche ti riferisci?
<<Mi riferisco in particolare a quando sento dire che sbagliamo a non confermare certi giocatori. Mi vengono in mente elementi del passato, come Sansovini e Pichlmann. Scusa, ma i contratti si firmano in due e se un giocatore aumenta di tanto le proprie richieste, noi non possiamo trattenerlo. Siamo il Grosseto, mica il Real Madrid! Ho sentito persino dire che, visto che avevamo cambiato Ugolotti, Giannini e Viviani, avremmo dovuto mandare via anche il preparatore atletico. Nessuno che, invece, abbia notato la modesta entità degli infortuni patiti dai nostri giocatori. Questo è solo un esempio di quanto certi tifosi si divertano a fare polemica gratuita. L’ultima cattiveria nei confronti di mio babbo è stata proprio in occasione del mercato, quando ho letto e sentito dire che avrebbe fatto poche operazioni, quasi tutte in uscita e senza andare a Milano. Beh, anche in questo caso hanno parlato i fatti, visto che mio padre è andato personalmente a Milano dove ha acquistato ben 8 giocatori, ennesima dimostrazione del suo attaccamento al Grosseto>>.
Onestamente, credo che neppure i detrattori del Comandante pensino che non tenga al suo “gioiello di famiglia”. Più che altro, tanta gente non vorrebbe più sentire affermazioni come “Lascio”, “Per Grosseto la B è un miracolo”, ecc. ecc.
<<Credo che tutti, a Grosseto, conoscano il carattere di mio padre. Quando fa certe affermazioni è perché è arrabbiato o magari deluso. Resta il fatto, però, che prima o poi lascerà veramente>>.
Vuoi dire che tuo padre lascerà a fine stagione e che gli subentrerete tu e Vincenzo?
<<Assolutamente no! Voglio dire che quest’anno alcune cose l’hanno ferito e deluso. Mi riferisco alla vicenda di Scommessopoli, che ci ha danneggiato in un modo incredibile e al pubblico pagante ai minimi storici da quando siamo in B. Cose che non si meritava>>.
A proposito dei pochi paganti, qualche tifoso critica il basso livello di spettacolo offerto da questa squadra. C’è addirittura chi rimpiange Gustinetti.
<<Se è un vero tifoso, allora preferirà sempre veder giocare male, ma vincere, piuttosto che bene e perdere. E’ logico, a tutti piacerebbe giocare bene e vincere, ma le due cose non sono facilmente abbinabili. Dammi retta, se giocando male avessimo fatto ancora più punti, certi critici non saprebbero più a cosa attaccarsi. Sul nome di Gustinetti, invece, preferisco tacere, anzi, a chi lo rimpiange ricordo che quelle che si sono dimostrate delle mele marce le ha volute e difese proprio lui>>.
Dei numerosi cambi di allenatore, invece, che ne pensi?
<<Sono totalmente d’accordo con la linea di mio padre. Capisco che da fuori non sempre si possano cogliere certe sfumature, ma ti assicuro che quando esoneriamo qualche mister lo facciamo per dare una raddrizzata a situazioni difficili. D’altronde, lo ribadisco, noi siamo il Grosseto, mica il Real Madrid e non abbiamo molto tempo per decidere. Sbagliare certe scelte, infatti, potrebbe significare compromettere la nostra permanenza in categoria. Comunque, rivendico il diritto di mio babbo di cambiare la guida tecnica tutte le volte che vuole, perché, se non sbaglio, paga lui. Oltretutto, non è certo l’unico tra i presidenti nel mondo del calcio ad adottare tale strategia>>.
Verissimo. Perché, però, non provare a puntare fin da subito su allenatori di un certo spessore? Mi viene in mente Zeman.
<<Ad essere sinceri, mio padre ha contattato il boemo e ci è anche andato a cena, ma le richieste del tecnico sono state giudicate inadeguate per il nostro budget>>.
Scusa, ma con un allenatore esperto magari anche il vostro progetto sulla valorizzazione dei giovani potrebbe avere maggior successo, no?
<<Se esistesse una certezza matematica in tal senso, avremmo già preso un allenatore esperto. Il calcio, invece, non è una scienza esatta e, anche programmando, ci sono mille variabili che possono guastare i piani societari. Gli allenatori, più o meno esperti che siano, devono soltanto cercare di dare il massimo, con professionalità e correttezza. A volte, ci riescono, altre no, c’è poco da fare. Se non fosse così, mi spieghi perché da noi uno come Allegri è stato esonerato due volte? Eppure, te lo assicuro, mio padre non ha mai smesso di pensare che Massimiliano sarebbe diventato un grande allenatore. Mi pare che lo stesso Conte abbia subito degli esoneri, ma ora è alla Juve, no?>>.
Dunque, sei contento del ritorno di Ugolotti?
<<Sì. E’ un ottimo allenatore. Quando mio padre l’ha sollevato dall’incarico, l’ha fatto perché la squadra sembrava in crisi e i risultati dalla settima alla dodicesima giornata parevano dire questo. Oltretutto, il mister è rientrato davvero motivato e con i nuovi innesti potrà tentare di fare bene>>.
Che modulo adotterà?
<<Non ci ho parlato. Penso 3-5-2, 3-4-3 e 4-3-1-2. In ogni caso, questi sono problemi del mister>>.
La squadra, insomma, ti pare rinforzata?
<<Sì. Abbiamo molti elementi validi, mentre prima ci mancava un po’ di qualità. Speriamo di averla trovata con Jadid. A livello di singoli, invece, abbiamo tanti elementi, giovani o meno, che sono davvero forti. Penso ad Antei e Padella, il primo già in Nazionale under 21 e l’altro destinato alla Serie A, ma non posso non citare Caridi, Sforzini, Crimi e Lupoli, solo per fare qualche nome. A proposito di Lupoli, trovo che sia importante crederci, perché potrebbe rivelarsi un valore aggiunto per il Grosseto>>.
Tuo padre ha parlato prima di salvezza anticipata e ora di play-off. Tu, invece, cosa dici?
<<Penso che l’obiettivo da centrare con largo anticipo debba essere la salvezza, poi, vedremo>>.
Dunque, alla Serie A ci pensate. Magari non quest’anno, ma prima o poi…
<<Non mi piace illudere nessuno. Grosseto, grazie a noi, può stare benissimo in B e già questo mi sembra importante. Magari, poi, un giorno faremo anche il salto in A, ma la cosa dovrà avvenire programmando e preparando il club in modo adeguato. Logicamente, un tale evento porterebbe diversi cambiamenti anche a livello di impiantistica>>.
Sii sincero, come sono i vostri rapporti con l’amministrazione comunale?
<<Sono davvero ottimi. Non possiamo che parlare bene del Comune di Grosseto. Ci ha permesso di disputare le partite di B in casa mettendo a norma lo Zecchini a tempo di record. Ci viene incontro in vari modi e ci è sempre vicino, come ora, ad esempio, nella vicenda di Scommessopoli>>.
Che sensazione avverti da parte della città nei vostri confronti?
<<Complessivamente positiva. Intendo dire che la maggior parte della gente ci vuole bene, in particolare lo zoccolo duro dei tifosi unionisti. Certo, non si può piacere a tutti, ma noi andiamo avanti per la nostra strada>>.
Il vicesindaco Borghi ha detto che tuo padre è più grossetano, con i fatti, rispetto a molti grossetani. Ti ha fatto piacere?
<<Altroché! Oltretutto, è la verità. Te l’ho detto, il nostro rapporto col Comune è ottimo. Non posso dimenticare, però, la Banca della Maremma, che è qualcosa di più di un semplice sponsor. C’è un connubio fortissimo anche con tale istituto bancario, un rapporto nato fin dal nostro arrivo a Grosseto e consolidatosi nel tempo>>.
Concludendo, cosa vuoi aggiungere?
<<Esorto tutti i grossetani a venire allo stadio a tifare per la squadra della loro città, perché uno Zecchini pieno e partecipato invoglia e invoglierà tutti a fare sempre meglio. Chiedo, poi, a tutti, nel nome del Grosseto, di ricompattare l’ambiente, perché solo uniti possiamo e potremo toglierci ancora tante soddisfazioni. La partita di sabato contro la Samp è l’occasione propizia per ripartire di slancio, mettendo da parte, definitivamente, polemiche e incomprensioni. Stare in B è una soddisfazione che vogliamo condividere con i grossetani, ma, come in tutte le cose, ci deve essere il piacere di stare insieme. Forza Grosseto!>>.
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quante belle parole
Andatevene.
Beh, detto da uno che tifa solo Milan…
Galgani non gli risponde a mezzolitro è un cojone…spara su tutto e tutti…voglio vede che è bono a fa lui!! le lolle!!
Ridateci il Gus. L’unico che ha fatto vedere del vero calcio qua. GUS GUS GUS GUS GUS
Sarò anche un coglione, niente da dire, di certo con la bella prova di oggi di certo i play off ‘un sò più vicini.
Cari miei bastasse dillo per vince…
Hai ragione, di play-off neanche a parlarne.
A proposito, ma il tuo Milan? Scudetto facile, eh?
caro yuri non so per quale squadra tifi ( spero non solo per il grosseto perchè altrimenti sei messo male) ma non toccare il milan che di soddisfazioni ce ne ha tolte molte, noi possiamo viver di rendita per altri anni a differenza di altre squadre che hanno investito per anni e vincono solo se glieli regalano gli scudetti
Caro mezzolitro,
tifo da sempre per il Grosseto e per la Juve, amori così diversi che non sono neppure sovrapponibili. Il Grifone rappresenta la mia città e la mia terra, la Vecchia Signora, invece, il calcio dei grandi, quello vero, che da piccoli sognavo di poter raggiungere. Ho vissuto momenti indimenticabili sotto entrambi i colori, come la Coppa dei Campioni alzata davanti ai miei occhi a Roma o la promozione in B a Padova. Eppure, te lo giuro, niente è stato più forte dell’emozione provata quel fantastico 13 maggio del 2007 all’Euganeo, dove, con circa 3.000 miei concittadini, ho provato delle sensazioni così intense e irripetibili, dal punto di vista sportivo, che neppure il quarto titolo mondiale dell’Italia ha saputo regalarmi. Il senso di appartenenza, la gioia immensa per un traguardo storico fino a qualche anno prima impensabile (soprattutto senza Camilli), sono sempre presenti in me ogni volta in cui ripenso a quella splendida giornata. Quel giorno ho pianto di gioia, mentre non sono riuscito a dormire né la notte che conduceva all’incontro, né quella seguente, in entrambi i casi per l’adrenalina accumulata. Quel pianto, però, mi ha liberato di tutte le delusioni patite durante un ventennio nell’anonimato dilettantistico, con annessa la beffa degli Anzidei. Tu, quindi, che sei orgogliosamente solo un tifoso milanista, non mi puoi capire. Puoi comprendere, forse, il paragone in uno sport che so essere di tuo gradimento, il baseball. Ecco, le tue critiche aprioristiche verso il Grosseto e Camilli suonano come se uno di Grosseto provasse gusto a veder perdere il Bbc (ora Grosseto Baseball) solo per il fatto di avere in antipatia il presidente. Un po’ come il marito che per fare un dispetto alla moglie…ZAC!
Insomma, il senso di appartenenza uno ce l’ha o non ce l’ha.
Soprattutto, posso garantirti che io il Grosseto andrei a vederlo a prescindere, tanto come giornalista che come tifoso, anche se non ci fosse o non ci fosse stato Piero Camilli, il più grande presidente di sempre in cento anni di storia biancorossa.
Con questo, non pretendo di farti cambiare idea sul tuo disertare lo Zecchini, ma ti chiedo a chi giovi questo gioco al massacro verso la squadra della tua città, o se preferisci, del tuo Comune, visto che, se non ho capito male, abiti in una frazione.
Con simpatia.
Yuri
ma buttati dal petriolo vai facci sto regalo.
Bene i Camili, alla faccia di questi grossetani mezzi senesi che remano contro.
Gus??? s’è portato dietro i 4 che vendevano le partite….speriamo lo mettano in gabbia anche a lui.
FORZA GROSSETO!
Bene i CAMILLI!!!!
E’ ovvio che chi parla come mezzolitro non vuole il bene del Grosseto.
speriamo che i camilli restino a lungo altrimenti torneremo a giocare nei dilettanti……con il comandante sempre e cmq
A vedella in televisione, il Grosseto è già pronta pè i dilettanti.
Caro Yuri, il paragone con il baseball è pertinente in generale, ma non per me che sono un appassionato di sport in generale che stà attento al particolare, al gesto atletico e tecnico, chiunque lo fà e quando lo fà lo applaude perchè sono abituato a tifare “per” e mai “contro”
Certo se il BBC vinceva ero più contento, oppure per dirla meglio, quando ha perso male (e nell’ultimi periodi è successo spesso…) sò andato a casa arrabbiato perchè si vedeva che oramai la società era allo sbando, ma sempre senza farla troppo lunga e
senza mai lamentarmi di avere pochi spettatori intorno, a me andava bene anche di essere quasi da solo (insieme al Caribù) a vedere la partita (é successo davvero in diversi sabati pomeriggio, nel corso degli anni…) quindi tutte queste tiritera sul numero di pagati allo Zecchini lascia il tempo che trova.
Mi sembra di capire che tu non comprendi il mio astio nei confronti della famiglia
Camilli visto che non essendo un tifoso assiduo dovrei occuparmi d’altro.
Invece no, commento volentieri le “sparate” della famiglia Camilli che ha un’ approccio al calcio che non condivido e credo di avere tutto il diritto di dirlo; mi sono allontanato dallo stadio proprio per un sentimento di ripulsa verso lo “stile” Camilli ben riassunto da un post su questo sito o come lo vuoi chiamare, di un tipo che scriveva di ricordare (come me) il Grosseto dei vari Barbana, Carpenetti, Borghi, Dolso, ecc…, ma di non ricordarsi il nome dei presidenti di quell’epoca.
Adesso è completamente rovesciata la situazione, centinaia di giocatori “in transito” ma, eccetto i vari Consonni, Caridi, forse Sforzini, non ti ricordi di loro se non quando fanno poi faville in altre squadre, mentre il “Presidentissimo” straparla a vanvera spesso e volentieri.
Qualche amico mi chiede spesso di tornare allo stadio, non ci riesco perchè mi dispiace vedere come è basso il livello tecnico, tattico e atletico della squadra, quindi aspetto tempi migliori, se verranno.
Per quanto riguarda la Frazione, che ti devo dì, ormai è quasi un quartiere di Grosseto, ci si sta pè dormì.
Accidenti! M’hai fatto diventà pure prolisso!
mezzolitro concordo pienamente quello che dici, anche a me non interessa del grosseto in B se deve giocare a pallone come se fosse in promozione e fare delle figure cacine!