Viviani, Giallombardo, Keko e Gregucci intervistati dopo Grosseto-Reggina
Fabio Viviani (all. Grosseto): “Sapevamo in avvio di dover pagare dazio alla Reggina sull’ampiezza di gioco per il modo i nostri avversari si sarebbero disposti in campo. Arrivavamo in ritardo nel coprire sulle fasce ma, coi ragazzi, ce lo aspettavamo. Con l’infortunio di Olivi ho pensato fosse un azzardo iniziare dal primo minuto con Petras centrale e Alfageme sulla fascia. Nella ripresa abbiamo provato questa nuova soluzione del 3-5-2 e devo dire che siamo andati meglio, credo sia la dimostrazione che la squadra può giocare con questo modulo. Di buono c’è che non subiamo gol da due gare, la strada per migliorare il gioco è ancora lunga. Ricordiamoci che sono il terzo allenatore che i ragazzi cambiano. I giocatori vanno solo elogiati: hanno mostrato grande applicazione, subiamo poco e quando la squadra ha meno timore di subire è più facile poter lavorare per migliorare la fase offensiva”.
Andrea Giallombardo (difensore Grosseto): “Nel primo tempo arrivavamo in ritardo sulle fasce quando la Reggina effettuava il cambio di fronte, ma questo ce lo attendevamo. I nostri avversari si sono comportati benissimo, hanno chiuso gli spazi e il pareggio è il risultato più giusto. A parte l’occasione capitata a Bonazzoli, su cui Narciso si è dimostrato un gran portiere, non abbiamo concesso nulla. Dobbiamo migliorare nella costruzione della manovra. Sono certo che se continuiamo a non prendere gol le vittorie arriveranno”.
Sergio Gontan Keko (attaccante Grosseto): “Sono qua per dimostrare quanto valgo e per giocare il più possibile. La prima gara che ho disputato assieme al mio compagno (Sciacca, ndr.) non è stata un bello spettacolo. Dobbiamo entrare pian piano nei meccanismi di squadra”.
Angelo Gregucci (all. Reggina): “Per noi che giungevano da una partita disastrosa, con quattro gol presi, era importante scongiurare i pericoli dall’attacco del Grosseto. Abbiamo fatto bene, dato che il nostro portiere non ha fatto una parata. Non possiamo però concedere delle occasioni come quella capitata a Caridi. Nel primo tempo abbiamo avuto l’opportunità per spaccare il match, ma non siamo stati sufficientemente determinati. Il problema della condizione atletica di diversi giocatori c’è: Angella, Freddi, lo stesso Zandrini, sono giocatori che non hanno il ritmo partita. Oggi abbiamo provato a giocare, fraseggiando, ma c’è da fare di più sotto il profilo della determinazione negli ultimi 16 metri, essere più cattivi”.





















