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Sulla giostra un giro ai “non” tifosi maremmani

by Michele Fanciulli | Posted on giovedì, ottobre 20th, 2011

Carissimi utenti, questa settimana la rubrica “la giostra” ha pensato bene di andare ad esplorare il vasto mondo del tifo maremmano cercando di capire quali siano gli stimoli che portano o forse è meglio dire che non portano allo stadio Zecchini i maremmani. Nell’analisi mi sono reso conto che il giro di giostra spetta proprio ai tifosi maremmani ed al sistema amministrativo locale sia che si tratti di istituzione politica che sportiva. Vi domanderete come si fa a mettere sulla giostra un intero “sistema” di tifo  ma il nostro parco giochi è molto ampio e la giostra in questo caso si trasforma in un gran luna parc.

Nell’ultimo decennio il centro dell’attenzione calcistica  si è focalizzato verso l’U. S  Grosseto e sicuramente gli affezionati ne avranno apprezzato i risultati che dagli anni della sofferenza dovuta al fallimento societario hanno portato all’arrivo alla serie B il Grosseto e …Grosseto come città e provincia. Gli appassionati hanno vissuto momenti esaltanti fatti di passione indecifrabile verso i colori bianco/rosso. L’arrivo alla serie cadetta è sicuramente un segno indelebile nella storia di qualsiasi città ed ancor di piu nella città di Grosseto e Provincia, da sempre fanalino di coda di decisioni politiche, amministrative, culturali e sociali della Regione Toscana e del potere nazionale romano. Quella che è stata ed è l’ultima provincia toscana del Gran Ducato è la provincia che oggi meglio rappresenta il calcio toscano eppure…. Eppure qualcosa non quadra…i supporters al seguito non ci sono!!!

Ho provato a capire come mai ogni sabato lo stadio Zecchini non raccoglie più di 2000/2500 fedelissimi che sostengono la nostra squadra e il nostro orgoglio maremmano.

Allora addentrandomi dentro i meandri dei numeri ho scoperto che  Grosseto sia una città con oltre 82mila abitanti e che quindi rappresenti circa un terzo della popolazione di tutta la Provincia. Ci si chiede quindi come mai in 82 mila abitanti ben 30mila più di Siena (che al contrario dei maremmani, riempiva in serie B  l’Artemio Franchi  tutte le domeniche raggiungendo la quasi totale capienza), neanche il 10 per cento della popolazione supporta con la presenza allo stadio  ogni 15 giorni (non parliamo quindi di impegno settimanale più oneroso e impegnativo) i colori della propria città. Ho anche provato a capire come mai in una provincia così numerosa non si possa raggiungere almeno un 3% complessivo (circa 7000 persone) di presenze allo stadio.. Ho creduto che la maremma non fosse cosi sportiva come forse appare a prima vista ma  da una analisi numerica delle società sportive iscritte al coni mi sono accorto che forse qualcosa anche in questo caso non torni.  Oltre 50 società svolgono attività calcistica e più di 300 svolgono discipline diverse. Certi dati fanno quindi  immaginare che la Provincia sia molto attiva e vitale in ogni settore sportivo e che quindi voglia essere rappresentata ampiamente dal movimento “sport”. Da ciò si deduce che ci siano comunque dei supporter  per far si che queste società vadano avanti…..Per poter tornare nuovamente a parlare di tifo allo stadio Zecchini dobbiamo quindi prima cercare “fuori dallo stadio” le cause di un tifo mai esistito.

La nostra rubrica analizzerà a puntate il problema “tifo” e questa prima puntata porta ad una prima riflessione fondamentale ovvero che a primo impatto manchi a tutto il movimento sportivo una guida che promuova un programma di  promozione sportiva di tutto il territorio. Le riflessioni, le domande e i pensieri mi escono spontanei e cari utenti, secondo voi a chi spettano questo importante compito? Io un’idea ce l’avrei, ad esempio il CONI relegato ad un vecchio idealismo sportivo basato su sudditanze romane e gerarchie arcaiche, dove lo sport è immagine ma non cultura ed istruzione sportiva. Il CONI è un movimento d’obbligo per le società dal quale nulla è dato in cambio. Potremmo pensare poi che molte colpe siano delle Federazioni partendo dalla F.I.G.C (e mi riferisco a quella Regionale) dove la rappresentanza grossetana è suddita e le decisioni sono sempre invasive e deleterie per il movimento calcistico locale indirizzandolo sempre più ad un disinteresse verso la nostra provincia trasformato poi in decisioni sleali nelle varie competizioni. Colpe le attribuisco al movimento arbitri che da sempre si impegnano a garantire le giacchette ex nere alla direzione di gara ma che mai creano presupposti per cancellare i campanilismi di una provincia vasta e distante con culture sempre diverse e mai avvicinate dall’unico movimento che non ha lingue diverse ovvero lo sport!

La prima puntata si ferma qui ma le vostre opinioni aiuteranno a sviluppare meglio un’analisi di un tifo forse in crisi di identità abbandonato ad una cultura dello sport che non esprime valori.

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